Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21645 del 02/03/2017

Penale Sent. Sez. 6 Num. 21645 Anno 2017
Presidente: CONTI GIOVANNI
Relatore: DI STEFANO PIERLUIGI

Motivazione Semplificata
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
D.D. parte offesa nel
procedimento contro
M.M.

P.P.

avverso il decreto del 26/09/2016 del GIP TRIBUNALE di BARI
sentita la relazione svolta dal Consigliere PIERLUIGI DI STEFANO;
lette le conclusioni del PG LUIGI BIRITTERI che ha chiesto dichiararsi
l’inammissibilità del ricorso
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari con decreto del 26
settembre 2016 ha accolto la richiesta di archiviazione nei confronti di P.P. e M.M. per i reati di calunnia e diffamazione previa
declaratoria di inammissibilità della opposizione presentata dalla persona offesa
D.D. in quanto mancante di una specifica indicazione dell’oggetto
delle indagini suppletive, limitato ad un lungo elenco di informatori senza neanche
specificare «a che titolo e per quale motivo» sarebbero conoscenza dei fatti.
Avverso tale decisione propone ricorso D.D. a mezzo del
difensore deducendo:
1. Violazione di legge. Ritiene che non sia condivisibile quanto argomentato
dal pubblico ministero in ordine alla insussistenza di elementi per sostenere la

Data Udienza: 02/03/2017

accusa in giudizio e, comunque, in ordine al non esservi stata condotta integrante
calunnia da parte di M.M..
2. e 3. Violazione di legge per mancata assunzione di una prova decisiva e
violazione di legge per vizio di motivazione. Nessuna attività istruttoria era stata
svolta dal pubblico ministero pur venendo richiesto da esso opponente che
«venissero escussi ben tredici testimoni specificatamente idonei ad avvalorare i
fatti denunciati dall’ odierno ricorrente … » laddove «emerge chiaramente dal
contesto di tutti gli atti la decisività di tali prove».

l’inammissibilità del ricorso.
Il ricorso è inammissibile
Innanzitutto il decreto impugnato indica chiaramente le ragioni della
inammissibilità della opposizione, in quanto mancante di specificità sia in ordine
all’oggetto delle investigazioni che in ordine alla indicazione di elementi probatori
specifici. Poi, comunque, il ricorso sarebbe in ogni caso inammissibile perché il
ricorrente contesta, in termini peraltro del tutto generici, profili di merito della
decisione.
Valutate le ragioni della inammissibilità, la sanzione pecuniaria va determinata
nella misura di cui in dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese process li e della somma di euro 1500 in favore della cassa delle
ammende.
Roma, cosi deciso nella camera di consiglio del 2 marzo 2017
Il Consi9ier etensore

il Presidente

Pierlui i Di tefno

Giovanni Conti

Il procuratore generale presso questa Corte ha chiesto dichiararsi

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