Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21559 del 07/05/2018


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Penale Ord. Sez. 6 Num. 21559 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

(Ferizi’Aziz, n. in Marocco $.8.1981
avverso la sentenza n. 162/18 del Tribunale di Asti del 31/01/2018

udita in camera di consiglio la relazione del consigliere, O. Villoni

rilevato

che è stato proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in
epigrafe con cui il Tribunale di Asti in composizione monocratica, previa sua
richiesta concordata con il PM e formalizzata in corso d’udienza, ha applicato nei
confronti di Feibi Aziz s sensi dell’art. 444 cod. proc. pen. la pena di un anno di
reclusione in ordine ai reati di cui agli artt. 337, 635, comma 2, 612 comma 2,
582-585, 99 cod. pen. e 4 I. n. 110 del 1975;

Data Udienza: 07/05/2018

che il ricorrente deduce l’inosservanza di norme stabilite a pena di nullità
derivante dell’omessa comunicazione al proprio difensore dell’avviso di fissazione
sia dell’udienza stessa sia di quella di convalida dell’arresto e di celebrazione del
giudizio direttissimo;

che a seguito delle modifiche apportate al codice di rito dalla I. n. 103 del
2017, entrata in vigore il 03/08//2017, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di applicazione pena su richiesta delle parti è ammesso ai sensi dell’art.

volontà dell’imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, alla
erronea qualificazione giuridica del fatto e all’illegalità della pena o della misura
di sicurezza, nessuno dei quali dedotto dal ricorrente;

che al di fuori dei predetti casi, la Corte di Cassazione dichiara, pertanto, la
inammissibilità del ricorso con procedura semplificata e non partecipata in base
al cbn. disp. dello stesso art. 448, comma 2-bis e dell’art. 610, comma 5-bis
cod. proc. pen. sec. parte, previsione che si colloca in rapporto di specialità rispetto a quella di cui alla prima parte dell’art. 610, comma 5-bis che dispone,
invece, la trattazione in forma partecipata (artt. 610, comma 1 e 611 cod. proc.
pen.) dei ricorsi che investono la motivazione del provvedimento impugnato;

che il ricorso deve essere, pertanto, dichiarato inammissibile ai sensi dell’art.
610, comma 5-bis sec. parte cod. proc. pen. e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle
ammende che si reputa equo determinare nella misura di C 4.000,00

P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle
ammende.

Così deciso il 07/05/2018

448, comma 2-bis cod. proc. pen. solo per motivi attinenti all’espressione della

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