Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21472 del 12/04/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 21472 Anno 2018
Presidente: PETRUZZELLIS ANNA
Relatore: TRONCI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
GOYO ORZA DANIEL ENRIQUE nato il 16/02/1977

avverso la sentenza del 17/05/2017 del TRIBUNALE di ROMA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA TRONCI;

Data Udienza: 12/04/2018

RAGIONI DELLA DECISIONE
1.

Avverso la sentenza di applicazione della pena di mesi dieci di reclusione,

pronunciata in data 17.05.2017 dal Tribunale di Roma (in composizione
monocratica) per i reati, unificati per continuazione, di evasione e resistenza a
pubblico ufficiale, ricorre tempestivamente per cassazione il difensore di fiducia
di Daniel Enrique GOYO ORZA, il quale, in forza di un unico motivo di doglianza,
deduce violazione dell’art. 606, lett. b), c) ed e), cod. proc. pen., per non avere
il giudice ottemperato all’obbligo di “immediato proscioglimento dell’imputato in

2.

Il ricorso va senza meno dichiarato inammissibile.
E’ principio assolutamente consolidato – avuto riguardo alla disciplina

esistente all’epoca dell’impugnazione e fatta salva dall’art. 1 co. 51 della legge n.
103/2017 – che, in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti, ai
sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., l’accordo intervenuto esonera l’accusa
dall’onere della prova e comporta che la sentenza che recepisce l’accordo fra le
parti sia da considerare sufficientemente motivata, per quanto qui in particolare
interessa, con il richiamo all’art. 129 c.p.p., sufficiente a dar conto dell’avvenuta
pertinente delibazione, onde escludere la ricorrenza di alcuna delle ipotesi ivi
previste.
A detti criteri il giudice del Tribunale di Roma si è puntualmente attenuto,
essendo peraltro sintomatico che il ricorrente abbia richiamato del tutto
astrattamente la norma di cui sopra, ben guardandosi dallo specificare la causa
di non punibilità concretamente esistente e nondimeno rimasta inapplicata.
Seguono le statuizioni di legge, nella congrua misura di seguito
specificata.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 12.04.2018

presenza di cause di non punibilità”.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA