Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21432 del 12/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21432 Anno 2018
Presidente: PETRUZZELLIS ANNA
Relatore: TRONCI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MADONNA VITTORIO nato il 06/07/1984 a NAPOLI

avverso la sentenza del 22/06/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA TRONCI;

Data Udienza: 12/04/2018

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.

Il difensore di fiducia di Vittorio MADONNA impugna tempestivamente la

sentenza del 22.06.2016, con cui la Corte d’appello di Napoli ha confermato la
condanna del suo assistito alla pena complessiva di mesi otto e giorni venti di
reclusione (con al diminuente del rito), in relazione ai reati, unificati per
continuazione, di evasione (dagli arresti domiciliari) e di false dichiarazioni sulla
propria identità, ex art. 495 cod. pen.

censurabile, ai sensi dell’art. 606 lett. e) cod. proc. pen., in quanto “sfornita di
un corpo motivazionale degno di nota”, essendosi adagiata acriticamente su
quanto affermato dal primo giudice, senza alcuna valutazione in ordine alla
doglianze difensive in tema di “adeguatezza del trattamento sanzionatorio” ed
“incongruità della pena” irrogata dal giudice monocratico del Tribunale.
2.

Palese è l’inammissibilità dell’illustrato ricorso, atteso che la Corte

distrettuale ha dato contezza – in termini lineari e perciò incensurabili in questa
sede – della ritenuta inconsistenza delle doglianze svolte in punto di pena con
l’atto di appello, sottolineando anzi il benevolo trattamento di cui aveva fruito
l’imputato, che, ad onta dei suoi allarmanti precedenti e della correttamente
applicata recidiva, aveva fruito del riconoscimento delle equivalenti attenuanti
generiche, nonché – per quanto qui rileva – della irrogazione della pena base in
misura pari al minimo edittale e di un contenuto aumento a titolo di
continuazione.
Alla doverosa declaratoria d’inammissibilità segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di giustizia
indicata in dispositivo, in favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali ed al versamento della somma di C 3.000,00 alla cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma, il 12.04.2018

Assume il ricorrente che la pronuncia della Corte partenopea sarebbe

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