Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21262 del 04/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21262 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: PICARDI FRANCESCA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ALEO FRANCESCA nato il 12/07/1946 a CALTAGIRONE parte offesa nel
procedimento
CARRERA GIUSEPPA nato il 13/06/1965 a CALTAGIRONE parte offesa nel
procedimento
CARRERA ALDO nato il 12/05/1973 a MILANO parte offesa nel procedimento
CARRERA GIUSEPPA nato il 22/11/1960 a CALTAGIRONE parte offesa nel
procedimento
c/
CHISARI AGOSTINO nato il 30/03/1957 a REGGIO CALABRIA
nel procedimento a carico di quest’ultimo
MARI ERMES nato il 18/07/1946 a TRAVERSETOLO
FELLINI ANDREA nato il 07/08/1946 a PARMA
CARRARO FILIPPO nato il 20/08/1975 a VENEZIA
BENEDETTI GABRIELE nato il 07/04/1957 a AMELIA
REGGIANI FRANCESCO nato il 05/04/1949 a TRESIGALLO
CAPOMOLLA DOMENICO nato il 13/06/1959 a VIBO VALENTIA
CHINI STEFANO nato il 01/04/1951 a ROMA
PROIETTI GIOVANNI nato il 20/01/1956 a ROMA

avverso il decreto del 22/05/2017 del GIP TRIBUNALE di PARMA

Data Udienza: 04/04/2018

dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCA PICARDI;

MOTIVI DELLA DECISIONE

Francesca Aleo, Giuseppa Carrera (n. 13/06/1965), Aldo Carrera, Giuseppa Carrera
(n.22/11/1960) ricorrono avverso il decreto con cui il g.i.p. del Tribunale di Parma ha disposto
l’archiviazione del procedimento r.g. 3765 del 2013 a carico di Agostino Chisari, Ermes Mari,
Andrea Fellini, Filippo Carraro, Gabriele Benedetti, Francesco Reggiani, Domenico Capomolla,
Stefano Chini, Giovanni Proietti.
A motivo del ricorso lamentano la mancanza di motivazione del provvedimento relativamente

dell’opposizione formulata e la violazione degli artt. 40, 113, 589, secondo e quarto comma,
cod.pen.
Il ricorso è inammissibile, atteso che le censure formulate non ricadono in quelle consentite ai
sensi dell’art. 409, sesto comma, cod.proc.pen., nella formulazione vigente ratione temporis.
All’inammissibilità dei ricorsi, riconducibile a colpa dei ricorrenti (Corte Cost.sent.n.186/2000),
consegue la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma che
congruamente si determina in 2000 euro, in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e
ciascuno al versamento della somma di € 2.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 4 aprile 2018

agli indagati Domenico Capomolla e Stefano Chini e, comunque, in ordine alle ragioni

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