Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21234 del 04/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21234 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: PICARDI FRANCESCA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MARKYA ALTIN nato il 21/03/1983 a GJORIC DIBER( ALBANIA)

avverso la sentenza del 09/02/2017 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCA PICARDI;

Data Udienza: 04/04/2018

MOTIVI DELLA DECISIONE

Altin Markja ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che lo ha riconosciuto colpevole del
reato di cui all’art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990.
A motivo del ricorso lamenta l’omessa, insufficiente o carente motivazione in ordine al
mancato riconoscimento dell’applicabilità dell’art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990.
Il ricorso è inammissibile, in quanto la censura formulata è del tutto generica e non si

riproporre le censure già formulate in appello. Va ricordato che sono inammissibili i motivi che si
limitano a riprodurre le censure dedotte in appello, anche se con l’aggiunta di frasi incidentali di
censura alla sentenza impugnata meramente assertive ed apodittiche, laddove difettino di una
critica argomentata avverso il provvedimento attaccato e l’indicazione delle ragioni della loro
decisività rispetto al percorso logico seguito dal giudice di merito (Sez. 6, n. 8700 del 21/01/2013
ud., dep. 21/02/2013, rv. 254584; v. anche Sez. 4, n. 38202 del 07/07/2016 ud., dep.
14/09/2016, rv. 267611 che precisa che i motivi di ricorso per cassazione possono riprodurre
totalmente o parzialmente quelli di appello ma solo entro i limiti in cui ciò serva a documentare il
vizio enunciato e dedotto con autonoma, specifica ed esaustiva argomentazione che si riferisca al
provvedimento impugnato e si confronti con la sua motivazione).
La Corte di Appello di Napoli ha, difatti, motivato in modo puntuale e del tutto logico in ordine
alla qualificazione del fatto in considerazione del quantitativo di sostanza stupefacente e delle
modalità e circostanze che lo caratterizzano.
Alla

inammissibilità

del

ricorso,

riconducibile

a

colpa

del

ricorrente

(Corte

Cost.sent.n.186/2000) consegue la condanna del ricorrente medesimo al pagamento delle spese
processuali e di una somma che congruamente si determina in 2000 euro, in favore della cassa
delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e al versamento della somma di C 2.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 4 aprile 2018

confronta con la puntuale e congrua motivazione del provvedimento impugnato, limitandosi a

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