Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21191 del 04/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 21191 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: PICARDI FRANCESCA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BARRETTA MASSIMILIANO nato il 13/05/1975 a NAPOLI

avverso la sentenza del 20/09/2017 della CORTE APPELLO di GENOVA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCA PICARDI;

Data Udienza: 04/04/2018

MOTIVI DELLA DECISIONE

Massimilano Barretta ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che lo ha riconosciuto
colpevole del reato di cui all’art. 73, comma 5, del d.P.R. n. 309 del 1990.
A motivo del ricorso lamenta la violazione di norma processuale e la mancanza,
contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione in relazione sia alla affermata
responsabilità sia in relazione alla mancata concessione delle attenuanti generiche.
Il ricorso è inammissibile.
Le doglianze non enunciano le ragioni di diritto che la sorreggono e non si confrontano con il

questa Corte di legittimità. Occorre sottolineare che, in tema di ricorso per cassazione, sono
inammissibili i motivi che si limitano a riprodurre le censure dedotte in appello, anche se con
l’aggiunta di frasi incidentali di censura alla sentenza impugnata meramente assertive ed
apodittiche, laddove difettino di una critica argomentata avverso il provvedimento attaccato e
l’indicazione delle ragioni della loro decisività rispetto al percorso logico seguito dal giudice di
merito (Sez. 6, n. 8700 del 21/01/2013 ud., dep. 21/02/2013, rv. 254584; v. anche Sez. 4, n.
38202 del 07/07/2016 ud., dep. 14/09/2016, rv. 267611 che precisa che i motivi di ricorso per
cassazione possono riprodurre totalmente o parzialmente quelli di appello ma solo entro i limiti in
cui ciò serva a documentare il vizio enunciato e dedotto con autonoma, specifica ed esaustiva
argomentazione che si riferisca al provvedimento impugnato e si confronti con la sua motivazione).
Alla inammissibilità del ricorso, riconducibile a colpa del ricorrente (Corte
Cost.sent.n.186/2000) consegue la condanna del ricorrente medesimo al pagamento delle spese
processuali e di una somma che congruamente si determina in 3000 euro, in favore della cassa
delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e al versamento della somma di C 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 4 aprile 2018

contenuto della sentenza impugnata, prospettando altresì elementi di fatto sottratti al sindacato di

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