Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 21039 del 31/01/2018


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 21039 Anno 2018
Presidente: PICCIALLI PATRIZIA
Relatore: BELLINI UGO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
DELLAGAREN VALERIA N. IL 18/05/1988
LAGAREN GUGLIELMINA N. IL 24/04/1968
TASSO ANTONIO N. IL 27/04/1961
avverso la sentenza n. 905/2015 CORTE APPELLO di TORINO, del
18/11/2016
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 31/01/2018 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UGO BELLINI
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Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per

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U ito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

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Data Udienza: 31/01/2018

N.

RG.

RITENUTO IN FATTO

1.DELLAGAREN Valeria, LAGAREN Guglielmina e TASSO Antonio ricorrono avverso la sentenza in epigrafe che ha confermato la sentenza del Tribunale di Torino che li aveva riconosciuti responsabili in concorso del reato di furto aggravato
(art.625 n.5 61 n.5 cod.pen.) e, con il riconoscimento alla DELLAGAREN delle
circostanze attenuanti generiche e della circostanza di cui all’art.62 n.6 cod.pen.,

to a LAGAREN Guglielmina e a TASSO Antonio della circostanza attenuante di cui
all’art.62 n.6 c.p. ritenuta equivalente alle contestate circostanze aggravanti e
alla recidiva, aveva condannato DELLAGAREN Valeria alla pena di mesi quattro
giorni venti di reclusione ed C 300 di multa, LAGAREN e TASSO alla pena di mesi
nove giorni dieci di reclusione ed C 600 di multa.

2. I giudici di merito hanno ritenuto il concorso nel reato di furto da parte degli
imputati LAGAREN e TASSO, la prima in relazione ad una attività di apporto logistico e di rafforzamento del proposito criminoso della DELLAGAREN, insieme alla
quale si era introdotta all’interno dell’edificio per realizzare condotte furtive e con
la quale si era poi allontanata, e il TASSO quale complice che aveva recuperato
le donne con l’autovettura dandosi alla fuga.
Rappresentava inoltre che sussisteva la circostanza aggravante di cui all’art.61
n.5 cod.pen. in ragione della condotta decettiva e invadente della donna che non
aveva trovato difese in ragione dell’età e della ingenuità della persona offesa e
d’altro canto aveva riconosciuto la recidiva in capo agli altri due imputati in presenza di condotta significativa di particolare ed accresciuto disvalore in ragione
dei precedenti.
3. Avverso la sentenza proponeva ricorso per cassazione la DELLAGAREN che si
doleva del trattamento sanzionatorio che, a suo dire, andava ridotto in ragione
del comportamento processuale e della occasionalità della condotta.
3.1 DELLAGAREN e TASSO deducevano difetto di motivazione in punto di riconoscimento del ruolo di concorrenti nel reato, in assenza di specifica evidenza del
contenuto della condotta concorsuale e in difetto di dimostrazione del previo accordo criminoso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.Ebbene, ritiene il Collegio che i motivi sopra richiamati siano manifestamente infondati e vadano dichiarati inammissibili.
2

ritenute prevalenti sulle circostanze aggravanti contestate e con il riconoscimen-

N.

RG.
2. La censura dei ricorrenti LAGAREN e TASSO non si confronta con la moti-

vazione del giudice di appello che con argomentazioni logiche e del tutto condivisibili sotto il profilo logico giuridico ha riconosciuto il concorso degli imputati nel
reato di furto perpetrato dalla DELLAGAREN.
Tale contributo è stato coerentemente rappresentato per la ricorrente LAGAREN in un’attività di supporto, anche psicologico, e di ausilio alla azione della
correa DELLAGAREN, essendo stata dapprima notata all’interno dello stabile in
cui la DELLAGAREN aveva eseguito il furto del bene di valore e successivamente

correi DELLAGAREN e TASSO.
Da tali circostanze il giudice distrettuale, con articolata e logica motivazione, traeva il convincimento che le due donne avessero operato in collegamento,
consapevoli della presenza e del supporto reciproco, tale da rafforzare il comune
proposito criminoso. In particolare il giudice distrettuale evidenziava come la
presenza della ricorrente avesse rassicurato la coimputata nel corso
dell’operazione e fosse valsa da protezione per eventuali interventi della PG.
2.1 Il contributo del TASSO risultava poi logicamente enucleato nel supporto logistico fornito alle due donne, che si erano dileguate dal luogo del delitto,
portandosi all’interno dell’autovettura con la quale il TASSO aveva tentato di darsi alla fuga accelerando all’accorrere della Polizia, manifestando con tale comportamento la consapevolezza e la condivisione dell’illecita condotta delle corree.
3. Assolutamente privo di qualsiasi specificità è il ricorso quad poenam della
DELLAGAREN, pena che risulta contenuta entro termini edittali del tutto contenuti, se non minimali (quattro mesi giorni 20 di reclusione ed C 300 di multa).
4. Essendo i ricorsi inammissibili e, a norma dell’art. 616 cod. proc. per, non
ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
(Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ciascuno a quello della somma di duemila euro alla cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma il 31 Gennaio 2018

fermata all’interno della autovettura ove si trovava la refurtiva unitamente ai

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