Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20985 del 09/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20985 Anno 2018
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MASINI CRISTIANO nato il 04/07/1965 a CAMAIORE

avverso la sentenza del 15/09/2017 del TRIBUNALE di LUCCA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO MATTEO SOCCI;

Data Udienza: 09/03/2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con sentenza in epigrafe indicata, ex art. 444 cod. proc. pen. il
Tribunale di Lucca applicava a Cristiano Masini la pena concordata di anni
2 e mesi 8 di reclusione ed C 10.000,00 di multa, relativamente al reato
di cui all’art. 73, commi 1 e 4, del D.P.R. n. 309 del 1990, commesso il 6

2. Propone ricorso per Cassazione l’imputato, personalmente, con
un unico motivo di ricorso: omessa motivazione in ordine all’applicazione
dell’art. 129 cod. proc. pen.
3. Il ricorso risulta inammissibile perché i motivi di ricorso sono
manifestamente infondati e generici.
Relativamente all’applicazione dell’art. 129 cod. proc. pen. la
decisione impugnata richiama il verbale di arresto, di perquisizione e
sequestro.
Il ricorso per Cassazione non contiene nessun motivo specifico di
applicazione della norma: «Nel giudizio definito ex art. 444 cod. proc.
pen. è inammissibile per genericità l’impugnazione nella quale sia stata
lamentata la mancata verifica o comunque l’omissione di motivazione in
ordine alla sussistenza di cause di non punibilità, ove la censura non sia
accompagnata dalla indicazione specifica delle ragioni che avrebbero
dovuto imporre al giudice l’assoluzione o il proscioglimento ai sensi
dell’art. 129 cod. proc. pen. (Nella specie, relativa ad un patteggiamento
per illecita detenzione di sostanze stupefacenti, il ricorrente aveva
genericamente dedotto l’assenza ed illogicità della motivazione in ordine
all’esclusione dell’immediato proscioglimento ai sensi degli artt. 129 cod.
proc. pen. e 75 d.P.R. n. 309 del 1990)» (Sez. 6, n. 250 del 30/12/2014 dep. 07/01/2015, Barzi, Rv. 261802).
Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in
favore della Cassa delle ammende della somma di C 3.000,00, e delle
spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.

agosto 2017.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di C 3.000,00 in favore
della Cassa delle ammende.

Così deciso i19/03/2017

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