Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20983 del 09/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20983 Anno 2018
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: SCARCELLA ALESSIO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
OREFICE ANNA nato il 19/08/1983 a NAPOLI

avverso la sentenza del 14/10/2017 del TRIBUNALE di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALESSIO SCARCELLA;

Data Udienza: 09/03/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Il Tribunale di Napoli con sentenza 14.10.2017 applicava ex art. 444 c.p.p. alla
Orefice la pena di 1 anno, 4 mesi di reclusione ed € 1200 di multa, subordinando
il beneficio della sospensione condizionale della pena alla prestazione di servizi
sociali, per aver detenuto illecitamente a fini di cessione a terzi 15 dosi di sostanza

2. Con il ricorso per cassazione, articolato con un unico motivo, il difensore iscritto
all’Albo speciale ex art. 613 c.p.p., deduce vizio di carenza della motivazione in
ordine alla mancata concessione delle attenuanti generiche nella massima
estensione.

CONSIDERATO IN DIRITTO

3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza.

4. Ed invero, in tema di motivazione della sentenza di patteggiannento, non può
essere censurato in sede di legittimità il difetto di motivazione in ordine alla
mancata concessione delle attenuanti generiche nella massima estensione.
E’ sufficiente, infatti, nella valutazione operata in sede di patteggiamento, che il
giudice abbia riguardo al trattamento sanzionatorio nel suo complesso, ritenendolo
congruo rispetto alle esigenze di individualizzazione della pena, ex art. 27 Cost.

5. Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna della
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché, in mancanza di elementi
atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al
versamento della somma, ritenuta adeguata, di Euro 3.000,00 in favore della
Cassa delle ammende.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della
Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, nella sede della S.C. di Cassazione il 9 marzo 2018

stupefacente del tipo cocaina, in relazione a fatti del 13.10.2017.

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