Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20957 del 09/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20957 Anno 2018
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
LAZZERINI MAURIZIO nato il 25/06/1971 a CECINA

avverso la sentenza del 08/07/2015 della CORTE APPELLO di FIRENZE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO MATTEO SOCCI;

Data Udienza: 09/03/2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1. La Corte di appello di Firenze, con la decisione in epigrafe
indicata, in parziale riforma della sentenza di primo grado, rideterminava
la pena nei confronti di Maurizzio Lazzerini in mesi 8 di reclusione ed C
2.000,00 di multa relativamente al reato di cui all’art. 73, quinto comma,
T.U. stup.; commesso in Rosignano Solvay il 23 novembre 2014.

unico motivo di ricorso: illogicità della motivazione in relazione
all’affermazione della colpevolezza e violazione di legge in relazione all’art.
73 D.P.R. 309/90. Con successiva memoria l’imputato ha rilevato
l’ammissibilità del ricorso, anche relativamente alla motivazione scarna
della sentenza impugnata; inoltre riafferma l’illogicità della deduzione,
contenuta in sentenza, che dal silenzio dell’imputato ricava un uso non
personale della droga leggera.
3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza dei motivi
e per genericità, articolato in fatto; peraltro reitera i motivi di appello
senza critiche specifiche di legittimità alla decisione impugnata.
La sentenza impugnata (e la decisione di primo grado in doppia
conforme) adeguatamente motiva senza contraddizioni e senza manifeste
illogicità rilevando come non vi fosse alcuno spazio per una riforma della
sentenza di condanna di primo grado atteso che gli elementi a carico
dell’imputato confermavano indiscutibilmente l’ipotesi accusatoria e non
potendosi, inoltre, invocare l’uso esclusivamente personale della sostanza
stupefacente dal momento che «Il confezionamento in un unico involucro
non smentisce tale conclusione, poiché contestualmente Lazzerini
deteneva un rotolo di carta stagnola parzialmente usato, con evidenza
utilizzabile per confezionare dosi di stupefacente da destinare alla vendita.
Parimenti il bilancino e il cucchiaino recanti tracce di stupefacente,
custoditi nello stesso borsone in cui si trovava la marijuana».
Il ricorso, del resto, sul punto, articolato in fatto, è estremamente
generico, e si limita a ritenere non motivata la decisione; reiterando le
motivazioni dell’appello senza critiche specifiche, di legittimità, alla
decisione impugnata. Il silenzio, dell’imputato, non ha costituito il motivo
determinante dell’esclusione dell’uso personale., come sopra visto
È inammissibile il ricorso per Cassazione fondato sugli stessi

2. Ricorre per Cassazione, l’imputato, tramite il difensore, con un

motivi proposti con l’appello e motivatamente respinti in secondo grado,
sia per l’insindacabilità delle valutazioni di merito adeguatamente e
logicamente motivate, sia per la genericità delle doglianze che, così
prospettate, solo apparentemente denunciano un errore logico o giuridico
determinato. (Sez. 3, n. 44882 del 18/07/2014 – dep. 28/10/2014,
Cariolo e altri, Rv. 26060801).
Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in

spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di C 3.000,00 in favore
della Cassa delle ammende.

Così deciso il 9/03/2018
Il Consigliere estensore

Il Presidente

Angelo Matteo SOCCI

AldA CAVA,110

favore della Cassa delle ammende della somma di C 3.000,00, e delle

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