Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20684 del 12/01/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20684 Anno 2018
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: ACETO ALDO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BERTELLI FABIO nato il 22/06/1957 a CASTELFIORENTINO

avverso la sentenza del 28/11/2016 del TRIBUNALE di FIRENZE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALDO ACETO;

Data Udienza: 12/01/2018

RGN 43305/2017

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

LI] sig. Fabio Bertelli ha proposto appello, per il tramite del difensore di fiducia, per la riforma della sentenza del 28/11/2016 del Tribunale di Firenze che
l’ha dichiarato colpevole del reato di cui agli artt. 81, cpv., cod. pen., 46, comma
2, e 55, comma 5, lett. c) (capo a), 63, comma 1 e 68, comma 2 (capo b), 163,
comma 1, e 165, comma 1, lett. a) (capo c), d.lgs. n. 81 del 2008 (commesso in

2.Poiché, ai sensi dell’art. 593, u.c., cod. proc. pen., la sentenza è inappellabile, l’atto è stato trasmesso a questa Corte di cassazione ai sensi dell’art. 568,
u.c., cod. proc. pen.

3.11 ricorso è inammissibile perché proposto al di fuori dei casi consentiti dalla legge.

4.E’ noto come, a seguito degli arresti di Sez. U, n. 45371 del 31 ottobre
2001, Bonaventura, e di Sez. U, n. 45372 del 31/10/2001, De Palma, <> (da ultimo,
cfr. anche, nello stesso senso, Sez. 1, n. 33782 dell’8/04/2013, Arena). Alla Corte di cassazione, quale giudice competente, in questo caso, a conoscere dell’impugnazione, è riservata ogni valutazione sull’ammissibilità dell’impugnazione
stessa, alla luce dei motivi per i quali il ricorso per Cassazione è tassativamente
consentito (cfr. sul punto, in motivazione, le sentenze testé citate).
Orbene, il ricorrente, in aderenza al mezzo di impugnazione effettivamente
(ed erroneamente) scelto, fonda le proprie loro doglianze esclusivamente su circostanze di fatto tese a scardinare la diversa ricostruzione della vicenda come
operata dal giudice di prime cure alla luce delle acquisizioni documentali e testimoniali, di cui ha dato ampiamente, ed espressamente, atto in motivazione.
Anche la richiesta di attenuazione del trattamento sanzionatorio è più acconcia ad un atto di appello che ad un ricorso per cassazione, risolvendosi nella
mera richiesta di un più benevolo atteggiamento piuttosto che in una critica ar-

Firenze il 10/07/2012) e l’ha condannato alla pena di C 4.000,00 di ammenda.

gomentata delle ragioni della sua quantificazione come motivatamente ed insindacabilmente espresse dal Tribunale.

5.Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, ex art. 616 cod.
proc. pen., non potendosi escludere che essa sia ascrivibile a colpa del ricorrente
(C. Cost. sent. 7-13 giugno 2000, n. 186), l’onere delle spese del procedimento
nonché del versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che
si fissa equitativamente, in ragione dei motivi dedotti, nella misura di C

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma d C 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 12/01/2018

3.000,00.

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