Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20602 del 07/12/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20602 Anno 2018
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: ROSI ELISABETTA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
YAN RONGLI nate 28/08/1975 a ZHEJIANG( CINA)

avverso la sentenza del 05/04/2016 del TRIBUNALE di ASCOLI PICENO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ELISABETTA ROSI;

Data Udienza: 07/12/2017

ì

Ritenuto che il Tribunale di Ascoli Piceno in data 5 aprile 2016 ha condannato la
sig.ra Yan Rongli alla pena di 3 mila euro di ammenda per la contravvenzione di
cui all’art. 14 c. 1 D.Igs n. 812008, per non avere ottemperato alla sospsenzione
dell’attività disposta per avere occupato irregolarmente una lavoratrice alle
proprie dipendenze nella ditta “Centro benessere La femmina di Hong Kong” ,
accertato in Ascoli Piceno il 2 settembre 2014;
che avverso la sentenza ha proposto ricorso, per il tramite del difensore di
fiducia, l’imputata chiedendo l’annullamento della sentenza lamentando, con

mancanza od illogicità della motivazione, poiché agli atti non risultavano allegati
al fascicolo i documenti dell’accertamento ispettivo effettuato, mentre risulta
ascoltato il teste il quale però è stato presente solo al primo accesso ispettivo e
nulla ha potuto riferire in ordine alla notifica del verbale conclusivo
dell’accertamento;

Considerato che in tema di ricorso per cassazione, sono inammissibili, per
violazione del principio di autosufficienza e per genericità, quei motivi che,
deducendo il vizio di manifesta illogicità o di contraddittorietà della motivazione,
e, pur richiamando atti specificamente indicati (nel caso di specie la
testimonianza) , non contengano la loro integrale trascrizione o allegazione (cfr.
Sez.4, n. 46979 del 10/11/2015, Bregamotti, Rv. 265053);
che il fatto ascritto attiene all’esito dell’accesso ispettivo sul quale è stato
ascoltato a dibattimento il teste e la sentenza impugnata ha evidenziato che
risulta provata sia l’irregolare assunzione della ricorrente che l’inottemperanza al
provvedimento di sospensione dell’attività;
che secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte in tema di
inammissibilità del ricorso per cassazione, i motivi devono ritenersi generici non
solo quando risultano intrinsecamente indeterminati, ma altresì quando difettino
della necessaria correlazione con le ragioni poste a fondamento del
provvedimento impugnato (cfr., ex multiis, Sez. 5, n. 28011 del 15/02/2013 Rv.
255568);
che quindi il motivo si traduce in una doglianza per la decisione di condanna e
nell’auspicio in una rivisitazione del merito della vicenda da parte di questa
Corte, assolutamente estranea all’ambito del ricorso in sede di legittimità;
che attesa l’inammissibilità del ricorso, in forza del disposto di cui all’art. 616
c.p.p., consegue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende;

PQM

unico motivo, l’erroneo apprezzamento delle emergenze processuali e la

dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle
ammende.

Così deciso in Roma, il 7 dicembre 2017

Il Presidente

Il consigliere estensore

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