Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20589 del 14/09/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20589 Anno 2018
Presidente: CAVALLO ALDO
Relatore: GENTILI ANDREA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
BASILE SALVATORE nato il 15/09/1988 a NAPOLI

avverso la sentenza del 25/01/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA GENTILI;

Data Udienza: 14/09/2017

Ritenuto che, con sentenza del 25 gennaio 2016, la Corte di appello di Napoli
ha confermato la sentenza con la quale il precedente 4 marzo 2011 il
Tribunale di Napoli aveva dichiarato la penale responsabilità di Dasile
Salvatore quanto alla imputazione di cui in epigrafe e lo aveva, pertanto,
condannato alla pena di mesi 8 di reclusione ed euro 6.000,00 di multa;
che avverso detta sentenza ha interposto ricorso per cassazione il Basile
deducendo quale motivo di impugnazione, sia sotto il profilo del vizio di

territoriale non abbia rilevato il vizio che concerneva il provvedimento del
Questore di Napoli con il quale era stata disposta a carico del Basile, ai sensi
n. 401 del 1989, l’obbligo di presentarsi periodicamente presso il
Commissariato della Polizia di Stato.
Considerato che il ricorso è inammissibile;
che, infatti, secondo la giurisprudenza di questa Corte, non è consentito
eccepire, nel corso del giudizio avente ad oggetto il mancato rispetto delle
prescrizioni imposte con il provvedimento del questore emesso ai sensi della
leym– n. 401 del 1989, le eventuali illegittimità procedimentali legate alla
notificazione od al contenuto del predetto provvedimento presupposto, ove lo
stesso non sia stato oggetto di autonoma e tempestiva impugnazione (cfr.:
Corte di cassazione, Sezione III penale, 22 febbraio 2016, n. 6779;

idem

Sezione III penale, 3 febbraio 2015, n. 4949);
che il ricorso deve perciò essere dichiarato inammissibile e, tenuto conto della
sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituzionale nonché rilevato
che nella fattispecie non sussistono elementi per ritenere che «la parte abbia
proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di
inammissibilità», alla declaratoria dell’inammissibilità del ricorso consegue, a
norma dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese processuali nonché della somma equitativamente fissata in C
2.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
PER QUESTI MOTIVI
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 2000,00 in favore della Cassa delle
ammende.
DEpOSITWd ciso in Roma, il 14 settembre 2017
IN CANCE1IF

motivazione che sotto quello della violazione di legge, il fatto che la Corte

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