Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20560 del 09/04/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 6 Num. 20560 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

D’Avino Maurizio, n. Somma Vesuviana (Na) 2.1.1974
avverso la sentenza n. 49186/17 della Corte di Cassazione, Seconda Sezione
Penale del 06/10/2017

udita in camera di consiglio la relazione del consigliere, O. Villoni

rilevato

che il ricorrente ha proposto ricorso straordinario ai sensi dell’art. 625-bis cod.
proc. pen. avverso la sentenza con cui la Seconda Sezione Penale di questa

Data Udienza: 09/04/2018

Corte di Cassazione ne ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la
sentenza della Corte d’Appello di Napoli emessa nei suoi confronti il 27/04/2016;

che il ricorrente deduce l’omessa citazione per il giudizio di legittimità del
proprio difensore, assente alla pubblica udienza del 06/10/2017, sostenendo che
nonostante fosse noto all’ufficio procedente l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale, avv. Pasquale Crimaldi, la notifica veniva effettuata via
telefax a due numeri (081 3199551 e 081 5208128) riguardo ai quali il rapporto

che lo stesso ricorrente riconosce che non viene in discussione la possibilità di
eseguire la notifica con telefax o altro mezzo idoneo ai sensi dell’art. 148,
comma 2-bis cod. proc. pen., ricordando anche la giurisprudenza di legittimità
formatasi sul tema (Sez. U sent. n. 28451 del 28/04/2011, Pedicone, Rv.
250121), ma si duole del mancato ricorso al più sicuro mezzo di notifica a mezzo
posta certificata (PEC) utilizzato nei confronti di tutti gli altri ricorrenti nell’ambito
del medesimo giudizio;

che, così come proposta, la doglianza deve ritenersi generica (art. 581 lett. d
cod. proc. pen.) dal momento che non il ricorrente non deduce che i citati numeri
di telefax non corrispondessero ad apparecchio in uso al legale destinatario né
che uno o entrambi fossero temporaneamente inidonei alla trasmissione della
comunicazione di cancelleria, lamentando, invece, unicamente il mancato ricorso
allo strumento di comunicazione telematica;

che l’impugnazione proposta risulta, pertanto, inammissibile, dovendo il ricorrente essere condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende che si reputa equo determinare nella misura di C 4.000,00
P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle
ammende.

Così deciso il 9/04/2018

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

di trasmissione aveva dato esito parimenti positivo;

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA