Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20552 del 09/04/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 6 Num. 20552 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

El Harram Adil, n. in Marocco 24.10.1986
avverso la sentenza n. 3881/17 del Tribunale di Brescia del 03/11/2017

udita in camera di consiglio la relazione del consigliere, O. Villoni

rilevato

che è stato proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in
epigrafe con cui il Tribunale di Brescia in composizione monocratica, previa sua
richiesta concordata con il PM e formalizzata in corso d’udienza, ha applicato nei
confronti di El Harram Adil ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen. la pena di otto
mesi reclusione in ordine al reato di cui all’art. 385 cod. pen.;

che il ricorrente deduce che il giudice non ha motivato in maniera adeguata la
determinazione della misura della pena;

Data Udienza: 09/04/2018

che a seguito delle modifiche apportate al codice di rito dalla I. n. 103 del
2017, entrata in vigore il 03/08//2017, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di applicazione pena su richiesta delle parti è ammesso ai sensi dell’art.
448, comma 2-bis cod. proc. pen. solo per motivi attinenti all’espressione della
volontà dell’imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, alla
erronea qualificazione giuridica del fatto e all’illegalità della pena o della misura

che al di fuori dei predetti casi, la Corte di Cassazione dichiara, pertanto, la
inammissibilità del ricorso con procedura semplificata e non partecipata in base
al cbn. disp. dello stesso art. 448, comma 2-bis e dell’art. 610, comma 5-bis
cod. proc. pen. sec. parte, previsione che si colloca in rapporto di specialità
rispetto a quella di cui alla prima parte dell’art. 610, comma

5-bis che dispone,

invece, la trattazione in forma partecipata (artt. 610, comma 1 e 611 cod. proc.
pen.) dei ricorsi che investono la motivazione del provvedimento impugnato;

che il ricorso deve essere, pertanto, dichiarato inammissibile ai sensi dell’art.
610, comma 5-bis sec. parte cod. proc. pen. e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle
ammende che si reputa equo determinare nella misura di C 4.000,00

P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle
ammende.

Così deciso il 0 04/2018

Il Presidente
GiacomI
/ Paoloni

di sicurezza, nessuno dei quali dedotto dal ricorrente;

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA