Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20551 del 09/04/2018


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Penale Ord. Sez. 6 Num. 20551 Anno 2018
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

Domenicucci Eros, n. Chieti 8.3.1983
avverso la sentenza n. 1201/17 del Tribunale di Chieti del 22/11/2017

udita in camera di consiglio la relazione del consigliere, O. Villoni

rilevato

che è stato proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in
epigrafe con cui il Tribunale di Chieti in composizione monocratica, previa sua
richiesta concordata con il PM e formalizzata in corso d’udienza, ha applicato nei
confronti di Domenicucci Eros ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen. la pena di
dieci mesi reclusione in ordine ai reati di cui agli artt. 6-bis comma 1 I. n. 401 del
1989; 110, 337 e 110, 582, 585, 576, 61 n. 2 cod. pen., ritenuti avvinti dal vincolo della continuazione;

Data Udienza: 09/04/2018

che il ricorrente deduce che vi è stata violazione dell’art. 129 cod. proc. pen.
per non avere il giudice pronunziato sentenza di assoluzione per evidente insussistenza dei fatti reato;

che a seguito delle modifiche apportate al codice di rito dalla I. n. 103 del
2017, entrata in vigore il 03/08//2017, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di applicazione pena su richiesta delle parti è ammesso ai sensi dell’art.
448, comma 2-bis cod. proc. pen. solo per motivi attinenti all’espressione della

erronea qualificazione giuridica del fatto e all’illegalità della pena o della misura
di sicurezza, nessuno dei quali dedotto dal ricorrente;

che al di fuori dei predetti casi, la Corte di Cassazione dichiara, pertanto, la
inammissibilità del ricorso con procedura semplificata e non partecipata in base
al cbn. disp. dello stesso art. 448, comma 2-bis e dell’art. 610, comma 5-bis
cod. proc. pen. sec. parte, previsione che si colloca in rapporto di specialità rispetto a quella di cui alla prima parte dell’art. 610, comma 5-bis che dispone,
invece, la trattazione in forma partecipata (artt. 610, comma 1 e 611 cod. proc.
pen.) dei ricorsi che investono la motivazione del provvedimento impugnato;

che il ricorso deve essere, pertanto, dichiarato inammissibile ai sensi dell’art.
610, comma 5-bis sec. parte cod. proc. pen. e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle
ammende che si reputa equo determinare nella misura di C 4.000,00

P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle
ammende.

Così deciso il 9/04/2018

volontà dell’imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, alla

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