Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20482 del 08/03/2018


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Penale Ord. Sez. 5 Num. 20482 Anno 2018
Presidente: BRUNO PAOLO ANTONIO
Relatore: ZAZA CARLO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE TRIBUNALE DI
MESSINA
nel procedimento a carico di:
CHERUBINO MIRANDA nato il 15/09/1959 a MONASTERACE
inoltre:
AMATO GIUSEPPE

avverso la sentenza del 16/01/2017 del GIUDICE DI PACE di MESSINA

Data Udienza: 08/03/2018

visti gli atti, il provvedimento impugnato, il ricorso e la memoria depositata
nell’interesse dell’imputata;
udita la relazione svolta dal Consigliere Carlo Zaza;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Maria
Francesca Loy, che ha concluso per l’annullamento con rinvio della sentenza
impugnata;

1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina ricorre
avverso la sentenza del 16 gennaio 2017 con la quale il Giudice di pace di
Messina dichiarava non doversi procedere nei confronti di Miranda Cherubino in
ordine al reato continuato di diffamazione, commesso il 3 febbraio e il 14 luglio
del 2011 in danno di Giuseppe Amato.
Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio motivazionale lamentando
l’illegittimità dell’affermazione di insussistenza dell’elemento della comunicazione
con più persone e l’erroneità dell’esclusione dell’offensività delle espressioni
contestate.
Nell’interesse dell’imputata è stata depositata memoria a sostegno della
richiesta di declaratoria di inammissibilità o di rigetto del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Va preliminarmente osservato che la stessa sentenza impugnata reca in
calce l’annotazione della presentazione di appello della parte civile avverso il
provvedimento in data 21 febbraio 2017. Sussiste pertanto la condizione della
proposizione, avverso la stessa sentenza, di mezzi di impugnazione diversi, che
l’art. 580 cod. proc. pen. indica quale presupposto per la conversione del ricorso
per cassazione in appello.
Non si ignora l’esistenza di un indirizzo giurisprudenziale per il quale, posto
che l’art. 36 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274 prevede l’appello del pubblico
ministero per le sole sentenze di condanne del giudice di pace, riservando alla
pubblica accusa, per la generalità della sentenze pronunciate da detto giudice, il
rimedio del ricorso per cassazione, con la conseguente inammissibilità
dell’appello proposto dal pubblico ministero avverso la sentenza di assoluzione
emessa dal giudice di pace (Sez. 4, n. 47995 del 18/09/2009, Di Loreto, Rv.
245741), l’istituto della conversione non sarebbe applicabile al ricorso per
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RITENUTO IN FATTO

cassazione presentato dal pubblico ministero avverso la sentenza assolutoria del
giudice di pace, altrimenti riqualificato in un mezzo di impugnazione di per sè
non consentito (Sez. 5, n. 41430 del 11/07/2016, Giunta, Rv. 267867).
Questa Corte ritiene tuttavia di condividere il diverso orientamento per il
quale la previsione dell’art. 580 cod. proc. pen. opera anche con riguardo al
ricorso per cassazione proposto dal pubblico ministero con riguardo ad una
sentenza assolutoria del giudice di pace avverso la quale sia stato presentato
appello dalla parte civile (Sez. 5, n. 30224 del 31/05/2017, Ballì, Rv. 270878;

Ballì, deve tenersi conto in primo luogo che il requisito dell’ammissibilità
dell’appello nel quale il ricorso per cassazione dovrebbe essere convertito, del
quale l’opposto orientamento presuppone l’esistenza quale condizione per la
conversione, non compare nella formulazione testuale dell’art. 580 cod. proc.
pen.. Determinante è tuttavia l’ulteriore considerazione per la quale la ratio
dell’istituto della conversione, come individuata dalla giurisprudenza di legittimità
(Sez. U, n. 36084 del 24/06/2005, Fragomeli, Rv. 231807), si colloca nella
finalità di evitare che la celebrazione di diversi giudizi sulla stessa imputazione,
in conseguenza della proposizione di differenti mezzi di impugnazione, dia luogo
ad esiti processuali incompatibili; eventualità, questa, che ricorre senza dubbio
anche nel caso in cui mezzi di impugnazione diversi siano proposti avverso una
sentenza assolutoria pronunciata dal giudice di pace. Il disposto del citato art.
580, in quanto attuativo del principio generale appena indicato, prevale dunque,
nel caso in esame, sulla previsione di inappellabilità della sentenza assolutoria
del giudice di pace da parte del pubblico ministero.
Il ricorso deve pertanto essere convertito in appello con trasmissione degli
atti al Tribunale di Messina per il giudizio.

P. Q. M.

Convertito il ricorso del pubblico ministero in appello ex art. 580 cod. proc. pen.,
dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Messina per il giudizio.
Così deciso il 08/03/2018

Il Presidente

Il Consigliere estensore

Deposit4to in Can«:
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Sez. 5, n. 45671 del 01/10/2015, Granito). Come osservato nella citata sentenza

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