Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20366 del 17/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20366 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: DE SANTIS ANNA MARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da
INDOMENICO ROBERTO n. a Solarino il 22/6/1944
avverso la sentenza resa in data 7/4/2017 dalla Corte d’Appello di Catania
-dato atto del rituale avviso alle parti;
– sentita la relazione del Consigliere Anna Maria De Santis

FATTO E DIRITTO
1.Con l’impugnata sentenza la Corte d’Appello di Catania confermava la decisione del Tribunale
di Siracusa che aveva riconosciuto l’imputato colpevole del delitto di ricettazione aggravata,
condannandolo alla pena di anni due, mesi otto di reclusione ed euro 2.000,00 di multa.
2.Ha proposto ricorso per Cassazione l’imputato a mezzo del difensore, deducendo la
violazione di legge con riguardo alla mancata rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale per
stabilire l’origine, la provienza e il valore delle mattonelle artistiche ricettate.
3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza della doglianza proposta, avendo la
Corte territoriale congruamente esplicitato le ragioni della reiezione della richiesta di
rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, evidenziando la completezza delle acquisizioni
probatorie in considerazione del corredo fotografico allegato alla denunzia dalle pp.00. e del
diretto riconoscimento operato della merce sottratta. Siffatta valutazione è aderente ai principi
fissati dalla giurisprudenza di legittimità che ha reiteratamente precisato che la rinnovazione
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Data Udienza: 17/04/2018

dell’istruttoria dibattimentale in appello è istituto eccezionale, che si giustifica non sulla base
della incidenza che la prova avrebbe sul processo a parere della parte, ma in relazione alla
rigorosa valutazione dell’indispensabilità della rinnovazione per la decisione, sicché il diniego
da parte del giudice di secondo grado è sottratto al sindacato di legittimità se congruamente
motivato, come nella specie.
4.Alla declaratoria d’inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della sanzione pecuniaria precisata in dispositivo, non ravvisandosi ragioni

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle Ammende
Così deciso in Roma il 17 aprile 2018

Il Consigliere estensore
Anna Maria De Santis

Il Presidente
enico Gallo

d’esonero.

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