Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20361 del 17/04/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 20361 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: AIELLI LUCIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
ZAVADLAL PATRIZIA nato il 20/12/1970 a TRIESTE

avverso la sentenza del 31/01/2017 della CORTE APPELLO di TRIESTE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere LUCIA AIELLI;

Data Udienza: 17/04/2018

In fatto e in diritto

Zavadlal Patrizia ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di
Trieste del 31/1/2017 che, riformando parzialmente la sentenza del Tribunale di
Trieste del 22/4/2014, le aveva riconosciuto le circostanze attenuati generiche e
l’attenuante comune di cui all’art. 62 n. 4 c.p., in regime di equivalenza con la
contestata recidiva , riducendo la pena inflitta per il delitto di appropriazione
indebita, chiedendone l’annullamento ai sensi dell’art. 606, comma 1 lett. b)

certo che sia stata proprio la ricorrente ad effettuare l’allaccio abusivo .
Il ricorso è inammissibile in quanto generico, invero nel ricorso viene prospettata
una valutazione delle prove diversa e più favorevole al ricorrente rispetto a
quella accolta nella sentenza di primo grado e confermata dalla sentenza di
appello. In sostanza si ripropongono questioni di mero fatto che implicano una
valutazione di merito preclusa in sede di legittimità, a fronte di una motivazione
esaustiva, immune da vizi logici; viceversa dalla lettura della sentenza della
Corte territoriale non emergono, nella valutazione delle prove, evidenti illogicità,
risultando, invece, l’esistenza di un logico apparato argomentativo sulla base del
quale si è pervenuti alla conferma della sentenza di primo grado con riferimento
alla responsabilità dell’imputata in ordine al fatto a lei ascritto.
In particolare si è dato conto della sussistenza dell’elemento oggettivo e
soggettivo del reato contestato in ragione dell’ utilizzo abusivo da parte
dell’imputata dell’energia elettrica destinata all’alimentazione di apparecchi ed
impianti di proprietà comune. (Sez. 5, n.57749/2017, Rv. 271989).
Da quanto premesso consegue l’inammissibilità del ricorso e la condanna della
ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al versamento, in favore
della Cassa delle ammende, di una somma che, considerati i profili di colpa
emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in € 3.000,00.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle
ammende.
Roma, 17/4/2018

cod. proc. pen.; deduce l’erronea, applicazione dell’artr. 646 c.p., non essendo

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA