Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20307 del 17/04/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 20307 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: DE SANTIS ANNA MARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da
MAKARONOK ROMA n. Ucraina il 6/6/1991
avverso la sentenza resa in data 28/12/2016 dalla Corte d’Appello di Brescia
– dato atto del rituale avviso alle parti;
– sentita la relazione del Consigliere Anna Maria De Santis

FATTO E DIRITTO
1.Con l’impugnata sentenza la Corte d’Appello di Brescia, in riforma della decisione del locale
Tribunale appellata dal P.g. e dall’imputato, escludeva l’attenuante ex art. 648 cpv cod.pen.
ritenuta in primo grado e, riconosciuto il vincolo della continuazione tra i fatti a giudizio e
quelli irrevocabilmente giudicati con sentenza del Tribunale di Brescia in data 1/6/2013,
determinava la pena complessiva in anni uno,nnesi dieci di reclusione ed euro 700,00 di multa.
2.Ha proposto ricorso per Cassazione l’imputato a mezzo del difensore, deducendo la
violazione di legge e il vizio della motivazione con riguardo all’operata esclusione dell’ipotesi
lieve di cui all’art. 648, comma 2,cod.pen.
3. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza della doglianza proposta. La
giurisprudenza di legittimità è costante nel ritenere che la “particolare tenuità”, nel delitto di
ricettazione, va desunta da una complessiva valutazione del fatto che comprenda le modalità
dell’azione, la personalità dell’imputato e il valore economico della “res” ( da ultimo,Sez. 2, n.
1

Data Udienza: 17/04/2018

42866 del 20/06/2017, RG. in proc. Gavitone, Rv. 271154). Nella specie, la Corte territoriale
ha correttamente valutato come non esiguo il valore del veicolo ricettato, evidenziandone
l’utilizzo al fine della commissione di ulteriori illeciti contro il patrimonio in forma concursuale,
circostanza significativa ai fini del giudizio sulla proclività a delinquere dell’autore, pervenendo
correttamente all’esclusione della circostanza con giudizio in questa sede incensurabile in
quanto coerente con le emergenze scrutinate e congruamente giustificato.
4.Alla declaratoria d’inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle

d’esonero.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle Ammende
Così deciso in Roma il 17 aprile 2018

spese processuali e della sanzione pecuniaria precisata in dispositivo, non ravvisandosi ragioni

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA