Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20270 del 17/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20270 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: RAGO GEPPINO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
CAPUZZO FEDERICO nato il 22/05/1993 a SAN MINIATO

avverso la sentenza del 28/02/2017 della CORTE APPELLO di FIRENZE
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere GEPPINO RAGO;

Data Udienza: 17/04/2018

N. 35063-0

FATTO e DIRITTO
1. Capuzzo Federico – condannato alla pena di anni due di reclusione ed C
600,00 per il delitto di rapina aggravata – ha proposto, a mezzo del proprio
difensore, ricorso per cassazione contro la sentenza in epigrafe deducendo
l’illogicità della motivazione in punto di trattamento sanzionatorio (pena
eccessiva; mancata prevalenza dell’attenuante di cui all’art. 62 n. 6 cod. pen.;
mancata concessione delle attenuanti generiche).
2.

Il ricorso è inammissibile essendo meramente reiterativo e, quindi,

pena, come nel caso in esame, non si discosti eccessivamente dai minimi edittali,
l’obbligo motivazionale previsto dall’art.125 co.3 cod. proc. pen. deve ritenersi
assolto anche attraverso espressioni che manifestino sinteticamente il giudizio di
congruità della pena o richiamino sommariamente i criteri oggettivi e soggettivi
enunciati dall’art.133 cod. pen. (Cass. 38251/2016, rv. 267949; Cass.
27959/2013, rv. 258356; Cass. 28852/2013, rv. 256464; Cass. 21294/2013, rv.
256197; Sez. 1, n. 24213 del 13/03/2013, Pacchiarotti, Rv. 255825; Sez. 2, n.
36245 del 26/06/2009, Denaro, RV. 245596; Sez. 6, n.35346 del 12/06/2008,
Bonarrigo, Rv. 241189; Sez. 3, n.33773 del 29/05/ 2007, Ruggieri, RV.
237402). E’ principio consolidato della giurisprudenza di legittimità che in tal
caso l’obbligo di motivazione del giudice si attenua ed è sufficiente il richiamo al
criterio di adeguatezza della pena, nel quale sono impliciti gli elementi di cui
all’art. 133 cod. pen. (Cass. sez. 4, n.46412 del 05/11/2015, Scarannozzino, RV.
265283; Sez. 2, n.28852 del 08/05/2013, Taurasi, RV. 256464): nel caso di
specie, la Corte, peraltro, ha ampiamente motivato sia sulla dosimetria della
pena che sulle ragioni per cui riteneva di non escludere la recidiva (pag. 4).
Altrettanto incensurabile deve ritenersi l’ampia motivazione con la quale la Corte
Territoriale ha negato le attenuanti generiche e ritenuto la sola equivalenza della
concessa attenuante con le aggravanti.
3. Alla declaratoria d’inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali, nonché al versamento in favore della Cassa
delle Ammende della somma di C 3.000,00.

P.Q.M.
DICHIARA
inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro tremila a favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 17/04/2018
Il Consigliere estens re

Il Presidente

aspecifico, posto che, secondo la giurisprudenza di questa Corte, allorché la

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