Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20073 del 10/04/2018


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Penale Ord. Sez. 3 Num. 20073 Anno 2018
Presidente: SARNO GIULIO
Relatore: ROSI ELISABETTA

sul ricorso proposto da:
SOUMATI ANISSA nato il 01/01/1982

avverso la sentenza del 23/06/2017 del TRIBUNALE di MILANO
sentita la relazione svolta dal Consigliere ELISABETTA ROSI;
lette/sentite le .fspnrreg.
I iUni del PG PApidrrfi-SPI

Data Udienza: 10/04/2018

Ritenuto che con sentenza emessa in data 23/06/2017 ex art. 444 c.p.p., il Tribunale di Milano
applicava a Soumati Anissa la pena di anni tre, mesi sei e giorni venti di reclusione e euro
12.000,00 di multa, oltre alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per il periodo
di anni cinque, per il reato di cui agli artt. 110 c.p. e 73 comma 1 e 6 DPR 309/90, per aver
illecitamente detenuto sostanza stupefacente del tipo cocaina (gr 100 ca.), che per le modalità
e circostanze dell’azione appare destinata alla cessione. In Milano, il 22 maggio 2017;
che l’imputata, tramite il proprio difensore, ha proposto ricorso per Cassazione, depositato in
cancelleria il 4/07/2017, chiedendo l’annullamento della sentenza per violazione di legge in

congrua alla reale entità del fatto;

Considerato che

la sentenza emessa ex art. 444 c.p.p. va considerata sufficientemente

motivata con una succinta descrizione del fatto (deducibile dal capo d’imputazione), con
l’affermazione della correttezza della qualificazione giuridica di esso, con il richiamo all’art. 129
c.p.p., per escludere la ricorrenza di alcuna delle ipotesi ivi previste, con la verifica della
congruità della pena patteggiata ai fini e nei limiti di cui all’art. 27 Cost. (Sez. 4, n. 34494 del
13/7/2006, P.G. in proc. Koumya, Rv. 234824), ciò in quanto la richiesta consensuale di
applicazione della pena si traduce in una scelta processuale che implica la rinuncia ad avvalersi
della facoltà di contestare l’accusa i cui termini formali e sostanziali sono stati inequivocamente
“accettati” dalle parti con la richiesta ex art. 444 c.p.p., come pure è stata accettata la
dosimetria sanzionatoria;
che nel caso di specie non è stato eccepita l’illegalità della pena, né si ravvisa alcuna illegalità
della pena, rilevabile d’ufficio da questa Corte e ciò dà luogo ad una causa di inammissibilità
dichiarabile “de plano”, ai sensi delle modifiche apportate con legge n. 103 del 2017 e che,
alla presente declaratoria, segue, per legge, la condanna deVricorrente al pagamento delle
spese processuali ed al versamento alla Cassa delle Ammende della somma di euro duemila

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro duemila in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso in Roma, il 10 aprile 2018.

riferimento all’art. 125 e 444 comma 2 c.p.p., in quanto si ritiene applicata una pena non

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