Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 20027 del 11/04/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 20027 Anno 2018
Presidente: PALLA STEFANO
Relatore: PISTORELLI LUCA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MUCA ALBERT nato il 19/09/1990

avverso la sentenza del 03/10/2016 del GIUDICE DI PACE di TREVIGLIO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere LUCA PISTORELLI;

Data Udienza: 11/04/2018

osserva
1.Con la sentenza indicata in epigrafe il Giudice di Pace di Treviglio ha condannato Muca Albert
per il reato di lesioni volontarie.

3. Il ricorso é inammissibile. Con il primo motivo vengono svolte censure non consentite nel
giudizio di legittimità, in quanto concernenti la ricostruzione del fatto, nonché l’apprezzamento
del materiale probatorio, profili del giudizio rimessi alla esclusiva competenza del giudice di
merito, che ha fornito in proposito una congrua e adeguata motivazione, immune da censure
logiche. In particolare la sentenza ha correttamente tratto dalla deposizione del testimone
“indipendente” e dal certificato medico validi elementi di conferma alla generale credibilità del
racconto della persona offesa, che non necessita invece di essere riscontrata in ogni suo
segmento. Per il resto le obiezioni difensive si risolvono in meri paralogismi o considerazioni
congetturali, comunque tese a sollecitare una non consentita rivalutazione in questa sede del
compendio probatorio. Manifestamente infondato e generico è invece il secondo motivo.
Quanto all’attenuante di cui al n. 6 dell’art. 62 c.p. correttamente la sentenza ha sottolineato la
necessità che, in caso di mancata accettazione da parte della persona offesa, l’offerta
risarcitoria debba essere reale. Perché possa essere considerata tale quella effettuata banco
iudicis, come eccepito dal ricorrente, è comunque necessario che la stessa si concretizzi in
modo tale per cui l’offerente perda la disponibilità della somma fino al momento della decisione
del giudice, il che il ricorso non ha dimostrato essere avvenuto nel caso di specie. Quanto
invece alle attenuanti generiche il ricorrente nemmeno ha precisato se le stesse siano state o
meno richieste in sede di discussione.
4. Alla inammissibilità del ricorso consegue, ex articolo 616 c.p.p., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende
che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in euro 2.000,00.
Per questi motivi
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento ed al pagamento a favore della Cassa delle ammende della somma di euro
2.000,00.
Così deciso

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2. Propone ricorso per cassazione l’imputato deducendo errata applicazione della legge penale
e vizi della motivazione in ordine alla valutazione della prova di responsabilità ed al mancato
riconoscimento delle attenuanti generiche e di quella del risarcimento del danno.

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