Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 2002 del 29/11/2012


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 2002 Anno 2013
Presidente: AGRO’ ANTONIO
Relatore: GARRIBBA TITO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
1) VENEZIANO CANDELORO N. IL 16/12/1948
avverso la sentenza n. 3384/2010 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 30/04/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. TITO GARRIBBA;

Data Udienza: 29/11/2012

MOTIVI DELLA DECISIONE
§1.

VENEZIANO Candeloro ricorre contro la sentenza specificata in

epigrafe, che confermava la condanna per il reato previsto dall’art. 337 cod.pen., e denuncia erronea applicazione della legge penale e mancanza dimotivazione, assumendo:
1. che le sole dichiarazioni della persona offesa dal reato non potrebbero fornire la

che le attenuanti generiche non potrebbero essere negate a causa dei prece-

2.

denti penali.

§2.

I motivi di ricorso sono manifestamente infondati.

Il primo, perché la testimonianza della persona offesa dal reato può essere
assunta, anche da sola, senza necessità di riscontri esterni, come fonte di prova, purché sia sottoposta – come avvenuto nel caso di specie – ad un attento controllo di credibilità.
Il secondo, perché la concessione o meno delle attenuanti generiche rientra
nell’ambito di un giudizio di fatto rimesso al potere discrezionale del giudice di merito,
il cui esercizio deve essere motivato nei soli limiti atti a fare emergere la valutazione
circa l’adeguamento della pena concretamente irrogata alla gravità del reato e alla
personalità del reo. Nel caso in esame la sentenza impugnata si è attenuta ai predetti
criteri, ritenendo, con valutazione incensurabile in questa sede di legittimità, l’imputato non meritevole di attenuanti sia per la condotta antecedente al reato (numerosi
precedenti penali) sia per l’oggettiva assenza di qualsivoglia elemento suscettibile di
positiva valutazione.
Il ricorso deve dunque essere dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 606,
comma 3, cod.proc.pen. Ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma, ritenuta congrua, di euro mille alla Cassa delle ammende.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di euro mille alla Cassa delle ammende.
Così deciso il 29 novembre 2012.

prova del reato contestato;

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