Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19836 del 18/04/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 19836 Anno 2018
Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA
Relatore: CAIRO ANTONIO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
MORREALE SALVATORE nato il 08/12/1969 a FAVARA

avverso l’ordinanza del 08/11/2017 del TRIB. SORVEGLIANZA di POTENZA
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO CAIRO;
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Data Udienza: 18/04/2018

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
1. Il Tribunale di sorveglianza per il distretto della Corte d’appello di Potenza, con ordinanza
in data 8/11/2017 rigettava il reclamo proposto da Morreale Salvatore avverso il
provvedimento emesso dal magistrato di sorveglianza il 6/7/2017 che aveva ritenuto
conforme all’art. 3 CEDU la detenzione dell’istante e non sussistenti i presupposti di tutela di
cui all’art. 35-ter legge 26 luglio 1975, n. 354.
2.

Ricorre per cassazione Morrerale Salvatore e deduce violazione di legge e vizio di

impiegati per determinare lo spazio disponibile e i servizi trattamentali.
3. Il ricorso in esame è stato proposto personalmente dall’interessato (1/12/2017).
Sia il provvedimento impugnato sia il ricorso sono, tuttavia, successivi al 4 agosto 2017, data
dell’entrata in vigore della legge n. 103 del 2017, con cui si è esclusa la facoltà dell’imputato (e
quindi anche del condannato) di proporre personalmente ricorso per cassazione, prevedendosi
che esso deve essere in ogni caso sottoscritto, a pena d’inammissibilità, da difensori iscritti
nell’albo speciale della Corte di cassazione (artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, cod. proc.
pen.; Sez. U, n. 8914, del 21/12/2017, (dep. 23/02/2018) Aiello, Rv. 272011).
Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile,

de plano, a norma dell’art. 610,

comma 5-bis, cod. proc. pen., introdotto dalla medesima legge n. 103 del 2017.
Segue all’inammissibilità la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
La circostanza che la causa d’inammissibilità sia frutto di una modifica normativa di poco
precedente la proposizione del ricorso, in relazione alla quale è stato altresì provocato
l’intervento delle Sezioni Unite, consente di escludere profili di colpa che giustifichino la
condanna al pagamento della sanzione in favore della cassa delle ammende (Corte cost. n. 186
del 2000).

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma il 18 aprile 2018

motivazione assumendo l’erroneità del giudizio espresso dal Giudice a quo sui crtieri di calcolo

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