Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1944 del 15/01/2016


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 1944 Anno 2016
Presidente: CONTI GIOVANNI
Relatore: DE AMICIS GAETANO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
TRUZZI LORENZO N. IL 31/05/1977
avverso la sentenza n. 262/2013 CORTE APPELLO di BOLOGNA, del
03/09/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GAETANO DE AMICIS;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. 17 – ìvr,v/
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Uditi difensor Avv.;

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Data Udienza: 15/01/2016

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza emessa in data 3 settembre 2015 la Corte d’appello di
Bologna ha dichiarato, ex artt. 581, lett. c), 591 e 592 cod. proc. pen.,
inammissibile per mancanza di specificità dei motivi l’appello proposto da Truzzi
Lorenzo avverso la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia del 17 aprile 2012
che lo condannava alla pena di quattro mesi di reclusione per il reato di cui

2. Avverso la su indicata decisione ha proposto ricorso per cassazione il
difensore di fiducia del Truzzi, deducendo violazioni di legge in relazione agli artt.
591, lett. c) e 581, lett. c), cod. proc. pen., poichè l’atto di appello, proposto al
fine di ottenere un giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche sulla
contestata recidiva, era stato motivato con riferimento al contegno processuale
dell’imputato ed al lieve disvalore del fatto, ciò che rendeva affatto astratta ed
immotivata l’impugnazione, giustificandone tutt’al più una declaratoria di
infondatezza nel merito, ma non certo di inammissibilità.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è infondato e deve rigettarsi per le ragioni di seguito indicate.

2. Correttamente il Giudice di secondo grado ha ritenuto inammissibile
l’appello rilevando l’aspecificità dei motivi proposti e, conseguentemente, la
inosservanza della regola dettata nell’art. 581, lett. c), cod. proc. pen.. L’atto di
appello, infatti, nel censurare il trattamento sanzionatorio sotto il profilo delle
modalità del relativo giudizio di bilanciamento, si è limitato a fare un generico
riferimento al contegno processuale dell’imputato ed al lieve disvalore del fatto,
senza addurre, al riguardo, alcun motivo specifico a sostegno dell’invocato
giudizio di prevalenza, vieppiù ove si consideri che per il reato, come
puntualmente posto in rilievo nella sentenza fatta oggetto di gravame, era stata
contestata la recidiva reiterata, che il Giudice di primo grado aveva
specificamente richiamato fra gli elementi della comparazione volta a
determinare il trattamento sanzionatorio poi inflitto.

3. Secondo l’insegnamento di questa Suprema Corte (Sez. 6, n. 13449 del
12/02/2014, dep. 21/03/2014, Rv. 259456, con le pronunzie ivi richiamate; v.,

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0,1

all’art. 337 cod. pen., ordinandone l’esecuzione.

inoltre, Sez. 6, n. 39247 del 12/07/2013, dep. 23/09/2013, Rv. 257434), la
genericità intrinseca del motivo d’appello si determina quando esso, pur nella
libertà della sua formulazione, non indichi con chiarezza le ragioni di diritto e gli
elementi di fatto che lo sorreggono, con esplicito riferimento al caso concreto e
in modo pertinente al punto della decisione cui il motivo stesso si riferisce.
Invero, la proposizione dell’appello non può avere una finalità meramente
esplorativa, poiché il necessario requisito della specificità dei motivi pone a

intenda muovere su uno o più punti determinati della decisione gravata, ma
anche quello di indicare con chiarezza e precisione gli elementi fondanti, si da
consentire al Giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi proposti ed
esercitare quindi il proprio sindacato, ciò che, nel caso di specie, per quanto
sopra esposto, non può dirsi avvenuto (v. Sez. 6, n. 31462 del 03/04/2013, dep.
22/07/2013, Rv. 256303).

4. Al rigetto del ricorso consegue, ex art. 616 cod. proc. pen., la condanna
del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.

Così deciso il 15 gennaio 2016

Il Consigliere estensore

Il Presidente

carico della parte impugnante non soltanto l’onere di dedurre le censure che

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