Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19345 del 21/12/2017


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 19345 Anno 2018
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: TUTINELLI VINCENZO

SENTENZA

SENTENZA A MOTIVAZIONE
SEMPLIFICATA

Sul ricorso proposto nell’interesse di:

YOUSSEF Amin, nato in Marocco 12 gennaio 1999 (CUI 05813N)
avverso la sentenza del Tribunale di Pistoia in data 29 marzo 2017, depositata 1’11 aprile
2017.
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione della causa fatta dal consigliere dott. Vincenzo Tutinelli;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, nella persona del Sostituto Procuratore Generale
dott.ssa Paola Filippi, che ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso

RITENUTO IN FATTO
1. Con il provvedimento in questa sede impugnato, il GIP presso il Tribunale di Pistoia ha
applicato, ai sensi dell’articolo 444 cod. proc. pen., la pena richiesta dalle parti in relazione a
fattispecie di rapina aggravata.
2. Propone ricorso per cassazione l’imputato , articolando i seguenti motivi.
2.1. Violazione dell’articolo 163 cod. pen.. Afferma il ricorrente che, nonostante la pena
fosse inferiore a due anni, non è stata applicata la sospensione condizionale nonostante lo
stato di incensuratezza dell’indagato.
2.2. Mancanza di motivazione sulla mancata concessione del beneficio della sospensione
condizionale della pena. Afferma ricorrente che il giudice aveva il dovere di motivare sul
eventuale rigetto della sospensione condizionale anche se non era elemento interno all’accordo
e che a tale obbligo non ha adempiuto.
3. Il Procuratore Generale -in persona del sostituto dott.ssa Paola Filippi – ha depositato
conclusioni scritte chiedendo dichiararsi inammissibile il ricorso .
1

Data Udienza: 21/12/2017

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è manifestamente infondato e quindi inammissibile dovendosi ricordare che
nel procedimento speciale di applicazione della pena su richiesta delle parti, il beneficio della
sospensione condizionale della pena, oltre che nell’ipotesi, specificamente prevista dal terzo
comma dell’articolo 444 cod. proc. pen., di subordinazione dell’efficacia della richiesta alla sua
concessione, può essere concesso soltanto allorquando la relativa domanda abbia formato
oggetto della pattuizione intervenuta tra le parti (Sez. 6, Sentenza n. 3085 del 06/10/1999 Rv.

e specifica (Sez. 3, Sentenza n. 40232 del 14/07/2004 Rv. 230178), non potendo il beneficio
essere accordato di ufficio (Sez. 4, Sentenza n. 21508 del 28/02/2007 Rv. 236719).
Nessuno di tali presupposti ricorre nel caso di specie.
2. Alle suesposte considerazioni consegue la dichiarazione di inammissibilità del ricorso e,
per il disposto dell’art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali nonché al versamento in favore della Cassa delle Ammende di una somma che,
ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in €
1.000,00

5•

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 2000 a favore della Cassa delle ammende
Così deciso in Roma, il 21 dicembre 2017
Il Conggliere estenso

Il Presidente

215784) ovvero quando le stesse abbiano devoluto la questione al giudice in maniera esplicita

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