Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19296 del 13/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 19296 Anno 2018
Presidente: MOGINI STEFANO
Relatore: BASSI ALESSANDRA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TEANO SALVATORE nato il 10/01/1970 a TORRE ANNUNZIATA

avverso la sentenza del 24/02/2017 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRA BASSI;

Data Udienza: 13/03/2018

MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Salvatore Teano ricorre avverso il provvedimento in epigrafe, con il quale la Corte d’appello
di Napoli ha confermato l’appellata sentenza del Tribunale di Torre Annunziata, con cui egli è
stato condannato alla pena di legge per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Egli
deduce, con l’unico motivo, la violazione di legge penale ed il vizio di motivazione in ordine alla
ritenuta recidiva.
2. Il ricorso è inammissibile.

con le risposte date dalla Corte; dall’altro lato, promuove una rivalutazione su aspetti
squisitamente di merito, non consentita in questa Sede, dovendo la Corte di legittimità limitarsi
a verificare la completezza e l’insussistenza di vizi logici ictu °culi percepibili, senza possibilità
di valutare la rispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali (ex plurimis Sez. U, n.
47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074).
4. Con considerazioni del resto ineccepibili in questa Sede – in quanto solidamente ancorate
alle emergenze processuali e conformi a logica e diritto – i giudici di merito hanno evidenziato
come, nella specie, debbano certamente ritenersi integrati i presupposti della contestata e
applicata recidiva, alla luce della biografia criminale del Teano, della omogeneità delle
violazioni e dello stretto rapporto di contiguità temporale, indicativi di una maggiore
pericolosità sociale dell’imputato (v. pagina 3 della sentenza impugnata).
5. Dalla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc.
pen., la condanna del ricorrente, oltre che al pagamento delle spese del procedimento, anche a
versare una somma, che si ritiene congruo determinare in 3.000,00 euro.

P.Q.M.
‘dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso il 13 marzo 2018

3. Ed invero, il ricorso, da un lato, reitera gli stessi motivi coltivati in appello e non si confronta

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