Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19295 del 13/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 19295 Anno 2018
Presidente: MOGINI STEFANO
Relatore: BASSI ALESSANDRA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
VITALE SALVATORE nato il 18/04/1979 a CASERTA

avverso la sentenza del 23/02/2017 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRA BASSI;

Data Udienza: 13/03/2018

1. Salvatore Vitale ricorre avverso il provvedimento in epigrafe, con il quale la Corte d’appello
di Napoli ha confermato l’appellata sentenza del Tribunale di Napoli Nord, con cui egli è stato
condannato alla pena di legge per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Egli deduce, con
il primo motivo, la violazione di legge penale ed il vizio di motivazione in ordine alla ritenuta
integrazione del reato per difetto del dolo; con il secondo motivo, la violazione di legge penale
ed il vizio di motivazione in ordine alla denegata applicazione della circostanza attenuante di
cui all’art. 385, comma quarto, c.p.; con il terzo motivo, la violazione di legge penale e
processuale ed il vizio di motivazione in ordine alla determinazione della pena ed alla denegata
applicazione delle circostanze attenuanti generiche.
2. Il ricorso è inammissibile.
3. Ed invero, il ricorso, da un lato, reitera gli stessi motivi coltivati in appello e non si confronta
con le risposte date dalla Corte; dall’altro lato, promuove una rivalutazione su aspetti
squisitamente di merito, non consentita in questa Sede, dovendo la Corte di legittimità limitarsi
a verificare la completezza e l’insussistenza di vizi logici ictu ocu/i percepibili, senza possibilità
di valutare la rispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali (ex plurimis Sez. U, n.
47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074).
4. Con considerazioni del resto ineccepibili in questa Sede — in quanto solidamente ancorate
alle emergenze processuali e conformi a logica e diritto — i giudici di merito hanno evidenziato
come, nella specie, debba certamente ritenersi integrato il reato di evasione, essendo stato
Vitale sorpreso sulla pubblica via in assenza di autorizzazione ed essendosi egli dato alla fuga
alla vista dei Carabinieri (v. pagina 2 della sentenza impugnata).
5. Extra devolutum, in quanto non dedotta in appello — e pertanto inammissibile ai sensi
dell’art. 606, comma 3, c.p.p. – è la doglianza in relazione alla circostanza attenuante ex art.
385, comma quarto, c.p.
6. La determinazione della pena – oltre a costituire aspetto rimesso alla valutazione
discrezionale del giudice di merito e pertanto insindacabile nella sede di legittimità allorchè non
sia frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico e sia sorretta da sufficiente motivazione
(Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013, Ferrario Rv. 259142) — risulta, nella specie, sorretta da un
accurato ed ineccepibile discorso giustificativo, nel quale – in linea con il disposto dell’art. 133
c.p. — il giudice ha fatto puntuale e corretto riferimento alle modalità e circostanze dei fatti, ai
precedenti penali dell’imputato ed al suo comportamento antecedente e susseguente al reato
(v. pagina 3 della sentenza impugnata).
7. Dalla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc.
r3en., la condanna del ricorrente, oltre che al pagamento delle spese del procedimento, anche a
‘versare una somma, che si ritiene congruo determinare in 3.000,00 euro.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso il 13 marzo 2018
Il consigliere estensore

Il Presidente

MOTIVI DELLA DECISIONE

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