Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19232 del 07/02/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 19232 Anno 2018
Presidente: BRUNO PAOLO ANTONIO
Relatore: GUARDIANO ALFREDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
BOIARDI GIOVANNI nato il 08/05/1952 a BUCCHERI

avverso la sentenza del 18/11/2016 della CORTE APPELLO di CATANIA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALFREDO GUARDIANO;

Data Udienza: 07/02/2018

FATTO E DIRITTO
1. Con la sentenza di cui in epigrafe la corte di appello di Catania
confermava la sentenza con cui il tribunale di Ragusa, in data
26.11.2015, aveva condannato Boiardi Giuseppe alla pena ritenuta di
giustizia, in relazione al reato ex art. 494, c.p., ascrittogli al capo B)
dell’imputazione.
Avverso la sentenza della corte territoriale, di cui chiede

l’annullamento, ha proposto ricorso per cassazione l’imputato,
lamentando violazione di legge e vizio di motivazione, con riferimento
alla ritenuta sussistenza del concorso del Boiardi nel delitto innanzi
indicato, commesso dalla coimputata Gandarillas Arias Rosario Albina
3. Il ricorso va dichiarato inammissibile, in quanto il ricorrente propone
una mera e del tutto generica rivalutazione del compendio probatorio
operata dal giudice di secondo grado e, soprattutto, non si confronta con
l’articolata motivazione resa sul punto dalla corte territoriale, che ha
specificamente indicato gli elementi di fatto, sui quali ha fondato, con
logico argomentare, la sua decisione circa il contributo causale fornito
dal ricorrente al reato di sostituzione di persona materialmente
commesso dalla coimputata (cfr. pp. 3-4).
Ciò conformemente ai principi da tempo affermati in tema di concorso di
persone nel reato, configurabile, come è noto, anche in termini di
concorso morale, in grado di manifestarsi attraverso forme differenziate
e atipiche della condotta criminosa (cfr., ex plurimis, Cass., sez. U.
30.10.2003, n. 45276, rv. 226101).
4. Alla dichiarazione di inammissibilità, segue la condanna del ricorrente,
ai sensi dell’art. 616, c.p.p., al pagamento delle spese del procedimento
e della somma di euro 2000,00 a favore della cassa delle ammende,
tenuto conto della circostanza che l’evidente inammissibilità dei motivi di
impugnazione, non consente di ritenere quest’ultimo immune da colpa
nella determinazione delle evidenziate ragioni di inammissibilità (cfr.
Corte Costituzionale, n. 186 del 13.6.2000).
P.Q.M.

2.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro 2000,00 in favore della
cassa delle ammende.

Così deciso in Roma il 7.2.2018.

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