Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19188 del 04/04/2018


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 19188 Anno 2018
Presidente: DI NICOLA VITO
Relatore: ZUNICA FABIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Beretta Cristian, nato a Brescia il 20-01-1973,
avverso l’ordinanza del 22-09-2017 del G.I.P. presso il Tribunale di Brescia;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Fabio Zunica;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
generale dott. Pietro Molino, che ha concluso per l’annullamento senza rinvio
dell’ordinanza impugnata.

Data Udienza: 04/04/2018

RITENUTO IN FATTO
1. Cristian Beretta, tramite il difensore di fiducia, ha proposto ricorso per
cassazione avverso l’ordinanza con cui il G.I.P. presso il Tribunale di Brescia, in
data 22 settembre 2017, ha convalidato il provvedimento del Questore di Brescia
del 15 settembre 2017, notificato all’interessato il successivo 20 settembre, alle
ore 10.30, nella parte in cui aveva imposto nei suoi confronti l’obbligo di
presentazione presso la Questura di Brescia, un quarto d’ora prima dell’inizio del
primo tempo e mezz’ora dopo il termine di ogni incontro di calcio disputato in

vedevano la predetta squadra impegnata in trasferta.
2. La difesa ha in particolare sollevato tre motivi.
Con il primo, deduce la violazione dell’art. 6 comma 3 della legge n. 401/1989,
sotto il profilo dell’eccessiva compressione del tempo concesso all’interessato per
difendersi, con conseguente violazione del diritto di difesa; nel caso di specie, il
provvedimento del Questore era stato notificato il 20 settembre 2017 alle 10.30,
il P.M. ha chiesto la convalida il 21 settembre 2017 e il G.I.P. ha emesso la
convalida il 22 settembre 2017 ad orario imprecisato, senza che sia stato
rispettato il termine di 48 ore dalla notifica del provvedimento al ricorrente.
Con il secondo motivo, il ricorrente contesta il difetto di motivazione del
provvedimento impugnato in relazione all’omessa illustrazione delle ragioni di
necessità e urgenza che avrebbe giustificato l’adozione della misura.
Con il terzo motivo, infine, la difesa deduce la violazione degli art. 3 e 10 della
legge 241/1990 e il difetto di motivazione del provvedimento impugnato, in
ordine al mancato rispetto del principio di gradualità della sanzione applicata.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.

È fondato e assorbente il primo motivo di ricorso.

2.

Occorre richiamare preliminarmente il consolidato orientamento di questa

Corte (cfr. Sez. 3, n. 6440 del 27/01/2016, Rv. 266223), secondo cui il termine
entro cui il destinatario del provvedimento del Questore ha diritto di esaminare
gli atti e di presentare memorie e deduzioni al giudice della convalida, è di 48
ore decorrenti dalla sua notifica all’interessato, analogicamente a quello entro cui
il P.M. può richiedere al G.I.P. la relativa convalida, per cui la convalida del
provvedimento del Questore impositivo dell’obbligo di presentazione all’Autorità
di polizia non può intervenire prima che sia decorso il termine di quarantotto ore
dalla sua notifica all’interessato, poiché l’inosservanza di tale termine, non
consentendo l’effettivo esercizio del diritto di difesa, è causa di nullità generale.
Ciò posto, nel caso di specie non può ritenersi rispettato il termine delle 48 ore.

2

casa dalla squadra del Brescia, e mezz’ora dopo l’inizio degli incontri che

Ed invero il provvedimento del Questore di Brescia risulta notificato a Beretta il
20 settembre 2017 alle ore 10.30, mentre la convalida del G.I.P. (a seguito di
richiesta del P.M. depositata il 21 settembre alle 13.06) è intervenuta il
successivo 22 settembre, senza alcuna specificazione dell’orario dell’atto.
Ora, come correttamente rilevato dal Procuratore generale, l’omessa indicazione
dell’orario deve essere interpretata in senso favorevole al ricorrente, costituendo
affermazione costante di questa Corte (cfr. Sez. 3, n. 5624 del 08/07/2016, Rv.
269244) quella secondo cui, in tema di misure volte a prevenire i fenomeni di

stregua degli atti, sulla tempestività della convalida del provvedimento del
Questore impositivo dell’obbligo di comparire presso un ufficio di polizia, prevista
dall’art. 6, comma secondo, legge 12 dicembre 1989 n. 401, comporta la
caducazione della stessa misura (nel caso di cui al precedente sopra citato, la
Corte, nell’annullare senza rinvio l’ordinanza di convalida priva dell’indicazione
dell’ora di adozione, ha precisato che, in tema di libertà personale e in presenza
di una disciplina così rigorosa, non è consentito ricorrere a presunzioni di sorta
riguardo alla legittimità e regolarità formale dei provvedimenti giudiziari).
Dunque, non potendosi affermare con certezza che l’ordinanza di convalida sia
intervenuta dopo il termine di 48 ore dalla notifica del provvedimento del
Questore, si impone l’annullamento senza rinvio della predetta ordinanza.
3. Da ciò consegue la cessazione dell’efficacia del provvedimento del
Questore di Brescia del 22 settembre 2017 limitatamente all’imposizione
dell’obbligo di presentazione, dovendosi sul punto unicamente precisare che, ai
sensi del comma 2 dell’art. 6 della legge n. 401/1989, la convalida è prescritta
solo relativamente al predetto obbligo di presentazione, in quanto attinente alla
libertà personale del destinatario, mentre la previsione di cui al comma 1 del
medesimo articolo configura un’atipica misura interdittiva, di competenza
dell’Autorità di Pubblica Sicurezza (sul punto Sez. 3, n. 5621 dell’8 luglio 2016).

P.Q.M.

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dichiara cessata l’efficacia del
provvedimento del Questore di Brescia in data 15 settembre 2017 limitatamente
all’obbligo di presentazione. Manda alla Cancelleria di comunicare il presente
dispositivo al Questore di Brescia.
Così deciso il 04/04/2018

violenza in occasione di competizioni sportive, l’incertezza, non risolvibile alla

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