Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19160 del 04/04/2018


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 19160 Anno 2018
Presidente: DI NICOLA VITO
Relatore: ZUNICA FABIO

SENTENZA

sul ricorso proposto dall’Avvocato generale presso la Corte di appello di Brescia,
nel procedimento a carico di
Kanutè Madi, nato in Mali il 01-01-1995,
avverso la sentenza del 19-07-2017 del G.U.P. presso il Tribunale di Bergamo;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Fabio Zunica;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale dott.ssa
Marilia Di Nardo, che ha concluso per l’annullamento con rinvio limitatamente al
punto concernente la misura di sicurezza;

Data Udienza: 04/04/2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1. L’Avvocato generale presso la Corte di appello di Brescia ha proposto
ricorso per cassazione avverso la sentenza del 19 luglio 2017, con cui il G.U.P.
presso il Tribunale di Bergamo ha condannato Kanutè Madi alla pena di anni 3
mesi 8 di reclusione ed C 14.000,00 di multa, in ordine al reato di cui all’art. 73
del d.P.R. 309/90, per avere detenuto illecitamente sulla propria persona
involucri pastificati precedentemente ingeriti, contenenti 104 ovuli di sostanza
stupefacente di tipo eroina e cocaina, per un peso lordo totale di 1.207 grammi,

Con l’unico motivo di doglianza, il ricorrente censura l’omessa applicazione della
misura di sicurezza dell’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato ai
sensi degli art. 235 cod. pen. e 86 del d.P.R. 309/90, evidenziando che, essendo
stata irrogata una pena superiore a due anni, senza il riconoscimento dell’ipotesi
di cui all’art. 73 comma 5 del d.P.R. 309/90, sussistevano i presupposti di fatto e
di diritto per l’applicazione dell’espulsione dello straniero dallo Stato.
2. Il ricorso è fondato.
Occorre premettere che, ai sensi dell’art. 86 del d.P.R. 309/90, lo straniero
condannato per uno dei reati previsti dagli art. 73, 74 79 e art. 82, commi 2 e 3,
del medesimo d.P.R., a pena espiata, deve essere espulso dallo Stato.
Il comma 2 del citato art. 86 aggiunge che lo stesso provvedimento di espulsione
dallo Stato può essere adottato nei confronti dello straniero condannato per uno
degli altri delitti previsti dal presente testo unico.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 58 del 24 febbraio 1995, ha dichiarato
l’illegittimità costituzionale del menzionato art. 86, comma 1, nella parte in cui
obbligava il giudice a emettere l’ordine di espulsione, eseguibile a pena espiata,
nei confronti dello straniero condannato per uno dei reati sopra descritti senza
l’accertamento della sussistenza in concreto della pericolosità sociale,
contestualmente alla condanna; dunque, non sussistendo, a seguito della
sentenza della Corte Costituzionale, una presunzione assoluta di pericolosità, la
verifica circa la sussistenza della pericolosità sociale del condannato deve essere
compiuta alla luce degli elementi indicati dall’art. 133 c.p., ed essere assistita da
adeguata motivazione (in tal senso v. Sez. 3, n. 30493 del 24/06/2015, Rv.
264804 e Sez. 6, n. 45468 del 23/11/2010, Rv. 248961).
3. La sentenza impugnata, nel caso di specie, ha completamente omesso
di valutare l’applicabilità della misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio
dello Stato di cui al combinato disposto degli art. 86 del d.P.R. 309/1990 e 225
cod. pen. e di compiere in particolare l’accertamento in concreto della
pericolosità sociale dell’imputato, non potendosi ritenere implicita la valutazione
in esame nella concessione delle attenuanti generiche nella massima espansione.

fatto accertato in Orio al Serio il 6 marzo 2017.

Limitatamente a questa omessa valutazione, si impone pertanto l’annullamento
della sentenza oggetto di ricorso. Al riguardo deve solo precisarsi che
l’annullamento deve essere disposto con rinvio al Tribunale di Bergamo,
dovendosi in proposito richiamare l’ormai consolidato orientamento di questa
Corte (cfr. Sez. 3, n. 19530 del 04/02/2015, Rv. 263637 e Sez. F, n. 34978 del
13/08/2015 Rv. 264576), secondo cui la sentenza di condanna che abbia omesso
di disporre l’espulsione dal territorio dello Stato dello straniero per uno dei reati
indicati nell’art. 86 del d.P.R. n. 309 del 1990, qualora impugnata dal P.M. con

deve essere annullata con rinvio limitatamente a tale punto, al fine di consentire
al giudice di merito di operare la valutazione in concreto della pericolosità del
condannato, trattandosi di accertamento che deve essere condotto innanzitutto
in sede di cognizione e solo successivamente in sede di esecuzione.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata limitatamente all’omessa valutazione della
applicabilità della misura di sicurezza dell’espulsione dello straniero dal territorio
dello Stato e rinvia al Tribunale di Bergamo per nuovo esame sul punto.
Così deciso il 04/04/2018

ricorso per cassazione, non può essere rettificata ex art. 619 cod. proc. pen., ma

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