Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19081 del 08/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 19081 Anno 2018
Presidente: TRONCI ANDREA
Relatore: SCALIA LAURA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
IORIO GENNARO nato il 09/12/1984 a NAPOLI

avverso la sentenza del 04/02/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere LAURA SCALIA;

Data Udienza: 08/03/2018

R.g. 42492/2017
MOTIVI DELLA DECISIONE

L’imputato, brio Gennaro, propone a mezzo di difensore di fiducia ricorso per
cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli del 4 febbraio 2016
che ha confermato quella resa dal locale Tribunale che lo aveva condannato, all’esito
di abbreviato, alla pena di giustizia per il reato di cui all’art. 385, primo e terzo
comma, cod. pen., per essersi egli allontanato, senza autorizzazione, dall’abitazione,
luogo in cui si trovava agli arresti domiciliari giusta provvedimento del Tribunale di

Con tre motivi di ricorso si deduce la nullità dell’impugnata sentenza per vizio di
motivazione e violazione di legge con riferimento all’art. 385 c.p. (deducendosi sul
punto che il prevenuto si era allontanato dal luogo degli arresti domiciliari per recarsi
in ospedale presso cui si trovava in attesa di essere visitato prima che arrivassero gli
operanti); agli artt. 54 e 131-bis c.p. e, quanto al trattamento sanzionatorio, con
riferimento all’art. 133 c.p. ed al diniego delle attenuanti generiche.
Il ricorso è inammissibile perché i proposti motivi, generici, non si confrontano
con í contenuti dell’impugnata riproponendo dirette censure sul fatto non consentite
nel giudizio di legittimità, in più cogliendosi nelle introdotte censure, che si risolvono
nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi
dalla corte di merito, una apparenza della funzione loro tipica omettendo gli stessi di
assolvere alla tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto
di ricorso (Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone, Rv. 243838).
Alla declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e dell’equa somma di euro 3.000,00
in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso il 08/03/2018

Napoli del 24 marzo 2010.

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