Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19073 del 08/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 19073 Anno 2018
Presidente: TRONCI ANDREA
Relatore: SCALIA LAURA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
PARISI ROBERTO nato il 11/08/1977 a BATTIPAGLIA

avverso la sentenza del 28/06/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere LAURA SCALIA;

Data Udienza: 08/03/2018

MOTIVI DELLA DECISIONE

R.g. 42427/2017
„.

L’imputato, Parisi Roberto, ricorre a mezzo di difensore di fiducia in cassazione
avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli del 28 giugno 2016 che
pronunciata in sede di rinvio da annullamento della Corte di cassazione in riforma
della sentenza del Tribunale di Salerno, resa all’esito di giudizio abbreviato, esclusa
l’aggravante di cui all’art. 7 legge n. 203 del 1991, ha rideterminato gyitpena inflitta
all’imputato per il reato di estorsione aggravata per avere, agendo con altri con
minacce ed intimidazioni di ogni genere, anche evocando amicizie e frequentazioni

clandestina, gestita anche dall’imputato, aveva perso al gioco 32.140,00 euro, a
rilasciare assegni bancari.
Con unico motivo si fa valere mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità
della motivazione reiterando il vizio in ragione del quale la precedente sentenza era
stata annullata dalla Corte di cassazione.
Il ricorso è inammissibile perché aspecifico, lo stesso infatti non si confronta con
la motivazione impugnata riportando di quest’ultima un solo ed incompleto passaggio
argomentativo per avvalorare la presenza nella stessa del dedotto vizio. La Corte di
appello con motivazione ineccepibile, che si sottrae come tale ad ogni sindacato in
sede di legittimità, in applicazione del principio di diritto formulato da questa Corte
nella precedente fase di annullamento ha compiutamente motivato in ordine alla
contestata partecipazione del prevenuto al fatto estorsivo di cui in rubrice. per la
argomentata sua adesione al contestato progetto criminoso.
Alla dichiarazione d’inammissibilità dell’impugnazione segue, come per legge, la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una
somma in favore della cassa delle ammende, che si stima equo quantificare in euro
3.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle
ammende.

Così deciso il 08/03/2018

con appartenenti a noto clan camorristico, costretto Orlando Renato, che in una bisca

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