Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19059 del 08/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 19059 Anno 2018
Presidente: TRONCI ANDREA
Relatore: SCALIA LAURA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
DE LUCA PASQUALINA nato il 01/08/1973 a NAPOLI

avverso la sentenza del 23/05/2016 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere LAURA SCALIA;

Data Udienza: 08/03/2018

R.g. 42319/2017
MOTIVI DELLA DECISIONE

L’imputata, De Luca Pasqualina, propone a mezzo di difensore di fiducia ricorso
per la cassazione della sentenza emessa dalla Corte di appello di Napoli il 23 maggio
2016 che, rideterminata in melius la pena inflitta previa concessione delle attenuanti
generiche, ha nel resto confermato la sentenza del locale Tribunale che aveva
condannato la prevenuta alla pena di giustizia per il reato di cui all’art. 385 cod.
pen., per essersi la stessa allontanata arbitrariamente dalla sua abitazione in cui si

Napoli.
Con due motivi di annullamento nell’interesse dell’imputata la difesa fa valere
violazione di legge in relazione al reato di cui all’art. 385 c.p., censurando
l’impugnata sentenza che aveva ritenuto integrato il reato di evasione nonostante la
temporaneità dell’allontanamento dal luogo di detenzione domiciliare e l’intenzione
della prevenuta di farvi ritorno al più presto, e per vizio di motivazione da apparenza,
per mancata risposta alle doglianze poste nel grado dalla difesa, e malgoverno della
prova, non avendo la Corte territoriale ritenuto attendibili le dichiarazioni
(‘testimonianza’, così in ricorso) dell’imputata che aveva riferito di essersi allontanata
dal luogo di detenzione per far fronte all’impellente esigenza di provvedere alla
salute del proprio figlio, minore, di quattro anni di età.
Il ricorso è inammissibile perché manifestamente infondato nelle questioni proposte
che risultano finalizzate ad una non consentita rivisitazione del fatto debitamente
governato nella sua ricostruzione, e per i derivati esiti, dalla Corte di appello per
l’impugnata sentenza.
Alla declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e dell’equa somma di euro 3.000,00
in favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 08/03/2018
Il Consigliere estensore
Laura Scalia

Il Presidente

trovava in regime di detenzione domiciliare per ordine di esecuzione della procura di

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