Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 19048 del 08/03/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 19048 Anno 2018
Presidente: TRONCI ANDREA
Relatore: SCALIA LAURA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
TESTA IGNAZIO nato il 27/03/1956 a PALERMO

avverso la sentenza del 08/06/2017 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere LAURA SCALIA;

Data Udienza: 08/03/2018

R.g. 41489/2017
MOTIVI DELLA DECISIONE

L’imputato, Testa Ignazio, propone a mezzo di difensore di fiducia ricorso per
cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Palermo del 8 giugno 2017
che ha confermato quella resa dal locale Tribunale che aveva condannato il
prevenuto, all’esito di abbreviato, alla pena di giustizia per il reato di cui all’art. 385,
primo e terzo comma, cod. pen., per essersi egli allontanato, senza autorizzazione,
dall’abitazione, luogo in cui si trovava in regime di detenzione domiciliare giusta

Con due motivi di ricorso si deduce violazione di legge in relazione all’art. 54
c.p. nell’interpretazione delle prove sul fatto ed all’art. 133 c.p.
I giudici di merito avrebbero escluso in modo errato lo stato di necessità ex art.
54 c.p. nella malattia del coniuge del prevenuto che nell’impossibilità di rivolgesi a
parenti, amici o terzi, avrebbe integrato la richiesta scriminante e non avrebbero
correttamente interpretato le norme di disciplina della pena non considerando le
condizioni di vita familiare e sociale del ricorrente.
Il ricorso è inammissibile perché i proposti motivi, generici, non si confrontano
411.447-~,a.

con i contenuti dell’impugnatayriproponendo dirette censure sul fatto non consentite
nel giudizio di legittimità, in più cogliendosi nelle introdotte censure/ che si risolvono
nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi
dalla corte di merito, una apparenza della funzione loro tipica omettendo gli stessi di
assolvere alla tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto
di ricorso (Sez. 6, n. 20377 del 11/03/2009, Arnone, Rv. 243838).
Alla declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione segue la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e dell’equa somma di euro 3.000,00
in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso il 08/03/2018

provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Palermo del 16 gennaio 2015.

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