Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18928 del 10/01/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 18928 Anno 2018
Presidente: PEZZULLO ROSA
Relatore: MICHELI PAOLO

ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
FRANGIAMORE ROMINA nato il 22/09/1972 a ROMA
LUCIA SARA nato il 25/04/1990 a ROMA

avverso la sentenza del 05/10/2016 del TRIBUNALE di LATINA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere PAOLO MICHELI;

Data Udienza: 10/01/2018

FATTO E DIRITTO
Il comune difensore di Sara Lucia e Romina Frangiamore, con atti distinti ma di
contenuto sovrapponibile, ricorre per cassazione avverso la pronuncia indicata in
epigrafe, emessa nei confronti delle sue assistite,

ex art. 444 del codice di rito, dal

Tribunale di Latina (con riguardo a un addebito di furto aggravato). La difesa deduce
inosservanza dell’art. 129 cod. proc. pen., per non avere il giudice di merito evidenziato
le ragioni della insussistenza di cause di proscioglimento.

E’ infatti necessario osservare che la motivazione contratta, avuto riguardo alla
speciale natura dell’accertamento in sede di sentenze ex art. 444 cod. proc. pen., deve
‘solo dare contezza della correttezza della qualificazione giuridica, dell’insussistenza di
cause di proscioglimento e della congruità della pena oggetto dell’accordo, tutti elementi
che il giudice di merito, nel caso in esame, risulta avere analizzato. Quanto
all’esclusione dell’applicabilità dell’art. 129 del codice di rito, il Tribunale ha operato uno
specifico richiamo agli atti processuali (anche a verbali di atti irripetibili di p.g.), dando
financo contezza delle ammissioni di responsabilità rese dalle dirette interessate; in tal
modo, appare ampiamente soddisfatto lo standard motivazionale per tale genere di
decisioni, atteso che «nella motivazione della sentenza di patteggiamento, il richiamo
all’art. 129 cod. proc. pen. è sufficiente a far ritenere che il giudice abbia verificato ed
escluso la presenza di cause di proscioglimento, non occorrendo ulteriori e più analitiche
disamine al riguardo» (Cass., Sez. VI, n. 15927 del 01/04/2015, Benedetti, Rv 263082).
Ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., segue la condanna delle ricorrenti al
Pagamento delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi profili di colpa nella
determinazione della causa di inammissibilità, in quanto riconducibile alla loro volontà (v.
Corte Cost., sent. n. 186 del 13/06/2000) – a versare in favore della Cassa delle
Ammende la somma di C 2.000,00 ciascuna, così equitativamente stabilita in ragione dei
motivi dedotti.

P. Q. M.
Dichiara inammissibili i ricorsi, e condanna ciascuna ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di C 2.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 10/01/2018.

Il ricorso appare inammissibile.

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