Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18814 del 18/01/2017


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 18814 Anno 2017
Presidente: DIOTALLEVI GIOVANNI
Relatore: IMPERIALI LUCIANO

SENTENZA

SEMPLIFICATA

sul ricorso proposto da:
UNICREDIT SPA GIA’BANCA DI ROMA SPA
nei confronti di:
DE FALCO ENZO RAFFAELE N. IL 11/01/1963
avverso la sentenza n. 651/2012 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
22/12/2015
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 18/01/2017 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUCIANO IMPERIALI
Dott. i-W5/1-iji 61- Udito il Procuratore Generale in p. rsona
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Udito, per la parte civile, l’Avv
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Data Udienza: 18/01/2017

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RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

La Corte di Appello di Napoli, con sentenza in data 22/12/2015, in riforma
della sentenza con la quale il Tribunale di Napoli in composizione monocratica il
13/1/2011 aveva riconosciuto De Falco Enzo Raffaele colpevole dei reati di cui
agli artt. 646 e 367 cod. pen., condannandolo alla pena ritenuta di giustizia ed al
risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile, dichiarava non

intervenuta prescrizione, condannando l’imputato al pagamento delle spese
processuali sostenute dalla parte civile.
Avverso la sentenza della Corte territoriale ha proposto ricorso per
cassazione la parte civile Unicredit S.p.A., esclusivamente in ordine alle
statuizioni civili, deducendo la violazione di legge, con riferimento agli artt. 125 e
578 cod. pen. per avere omesso la Corte di pronunciarsi in ordine alle statuizioni
civili pur in presenza di reato pacificamente prescritto.
Con ordinanza in data 4/2/2016, però, la Corte di Appello di Napoli,
riconoscendo l’errore materiale, ha disposto correggersi la sentenza
sopraindicata, apponendovi la dicitura “conferma nel resto”.
Deve, pertanto, riconoscersi la sopravvenuta inammissibilità del ricorso, in
quanto la correzione dell’errore materiale operata dal giudice competente ai
sensi dell’art. 130 cod. proc. pen. priva il ricorrente di interesse
all’impugnazione, ed alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue, ai
sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento
delle sole spese del procedimento, non potendosi ravvisare profili di colpa nella
determinazione della sopravvenuta causa di inammissibilità, alla luce del dictum
della Corte costituzionale nella sentenza n. 186 del 2000, che ha dichiarato non
fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 616 cod. proc. pen.,
sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., relativamente alla previsione della
condanna al pagamento delle spese della parte privata ricorrente, se il ricorso
per cassazione sia dichiarato inammissibile, dichiarando l’illegittimità della norma
limitatamente al solo automatismo della condanna in favore della cassa delle
ammende, a carico della parte privata che abbia proposto il ricorso senza versare
in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle

1

doversi procedere nei confronti del predetto per essere il reato estinto per

spese processuali.

Sentenza a motivazione semplificata

Così deciso nella camera di consiglio del 18 gennaio 2017

Il Consigliere e tensore

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