Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18748 del 06/04/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 2 Num. 18748 Anno 2018
Presidente: DIOTALLEVI GIOVANNI
Relatore: AIELLI LUCIA

SENTENZA
sul ricorso proposto da :
Amatiello Sergio nato a Napoli il 5/6/1964;
avverso la sentenza della Corte d’appello di Bologna del 4/7/2017;
visti gli atti, la sentenza impugnata ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Lucia Aielli ;
udite le conclusioni del Pubblico Ministero in persona del Sostituto
Procuratore generale dott. Elisabetta Ceniccola che ha chiesto il rigetto del
ricorso ;
udito il difensore delle parti civili : avv. Fabio Anselmo che ha depositato
conclusioni scritte e nota spese ;
uditi gli avv.ti Marco Zanotti e Franco Coppi che hanno chiesto
l’accoglimento del ricorso.

Premesso in fatto
1. La Corte d’appello di Bologna con sentenza del 4/7/2017, decidendo a seguito

1

Data Udienza: 06/04/2018

di annullamento con rinvio, pronunciato dalla Corte di Cassazione in data
16/3/2016, relativamente alla sentenza assolutoria emessa dalla Corte d’appello
di Bologna il 14/1/2015, riformava parzialmente la sentenza del Tribunale di
Bologna del 29/1/2013 con la quale l’odierno ricorrente è stato condannato in
ordine al delitto di cui all’art. 56, 317 c.p. in concorso con Tufariello Vito e
Varsallona Marco, non ricorrenti, rideterminando la pena a lui inflitta in anni uno
e mesi otto di reclusione.

difensori di fiducia i quali, richiamate le indicazioni della Suprema Corte in tema
di ricorso per cassazione per illogicità della motivazione ex art. 606 lett. e) c.p.p.
(Sez. 2, 15/1/2014, n. 1401), deducono plurimi vizi della motivazione dovuti a
travisamento delle prove ovvero all’omessa valutazione di prove decisive
conducenti, ad avviso della difesa, all’ annullamento della sentenza impugnata .
2.1. In particolare, nel primo motivo di ricorso, si evidenzia che le prove
dichiarative e documentali ivi specificamente indicate, escluderebbero il
coinvolgimento dell’imputato nella vicenda concussiva non risultando che egli
partecipò ad accessi presso la società Niagara, oggetto di indagine del NOE ; si
deduce, con il secondo motivo, il travisamento della prova decisiva in relazione
all’incontro del 23 ottobre 2008 tra Tufariello Vito e Cosmar Fabiana , avvenuto
alla presenza di Amatiello , da cui la Corte d’appello avrebbe artificiosamente
ricavato un effetto probatorio pregiudizievole per il ricorrente quando invece il
contenuto dialogico dell’incontro, incentrato sull’aumento di stipendio della
Cosmar, dimostrava che la prospettazione circa il fatto che erano in corso
intercettazioni, per intimorire, secondo l’ipotesi d’accusa , la p.o., poteva essere
avvenuta solo nel novembre 2008, epoca in cui era collocato anche il reato di
rivelazione di segreto d’ufficio (reato dal quale Amatiello era stato assolto) con la
conseguenza di dover escludere che il ricorrente fosse partecipe dell’accordo
criminoso; a tale riguardo il ricorrente evidenzia altresì il vizio di travisamento di
prova decisiva non avendo la Corte di appello considerato il giudicato assolutorio
in ordine a tale fattispecie di reato; con il quarto motivo deduce il vizio di
travisamento della prova in relazione alla conversazione ambientale del
25/11/2008 dalla quale non risulterebbe affatto che i soggetti intercettati
parlassero del pensionamento di Amatiello e che tutti ( Amatiello , Varsellona e
Tufariello) avrebbero costituito uno studio di consulenza, la circostanza, invero,
non sarebbe neppure menzionata pertanto non poteva essere considerata
dimostrativa dell’intervenuto accordo ; ancora travisamento di prova decisiva in
relazione alla conversazione del 20/11/2008 nella quale Tufariello,

2

2. Avverso tale sentenza ricorre per cassazione Amatiello Sergio , per mezzo dei

autoaccusandosi di essere l’unico artefice del progetto criminoso , escluderebbe
la partecipazione del ricorrente; con il sesto motivo si censura l’illogicità della
motivazione ed il travisamento della prova decisiva mediante omissione, avuto
riguardo ai documenti relativi ad altro processo (processo a carico dei fratelli
Laghi) , a testimonianze ed intercettazioni dalle quali, contrariamente a quanto
ritenuto dalla Corte d’appello, non risulterebbe che Amatiello ricoprisse un ruolo
apicale nella indagine relativa alla società Niagara; ed anzi ( motivo n. 7), dalle
intercettazioni e dal tenore della richiesta di archiviazione relativa all’indagine

ricorrente, emergeva la fondatezza dell’indagine sulla società Niagara che lo
stesso P.M. di Forlì aveva giudicato “apripista” , determinandosi, poi, a richiedere
l’archiviazione, sol perchè sarebbe stato impossibile provare in dibattimento lo
stato dei rifiuti, e dunque, dati questi elementi, non poteva ritenersi, come
invece sostenuto dalla Corte d’appello, che Amatiello avesse dimostrato un
personale accanimento verso la società, trattandosi, viceversa, di vicende
investigative sviluppatesi in maniera fisiologica; altro travisamento della prova,
per omessa valutazione di prova decisiva, risiederebbe nella omessa
considerazione del fatto che Amatiello il 9/10/2008, non era già più comandante
del NOE e non partecipò all’ispezione presso la società Niagara ; travisamento
della prova, ancora, in relazione alla decisione del P.M. titolare delle indagini , di
disporre ulteriori accertamenti che secondo la difesa non furono determinati da
Amatiello ma da autonome considerazioni del P.M.; si deduce, inoltre, l’illogicità
della motivazione ed il travisamento della prova mediante inserimento di un dato
inesistente con riferimento alla testimonianza del maresciallo Buratti che, ad
avviso della difesa, non riferì affatto che Amatiello continuava a ricoprire un ruolo
di comando all’interno del NOE, questi infatti rimase nel medesimo ufficio ( diviso
in due), non perchè non avesse dismesso il ruolo di comando , ma per il fatto
che non voleva stare in ufficio da solo; travisamento della prova in relazione
all’intervento di Amatiello in occasione della esposizione Ecomondo ;
travisamento della prova per omissione di prove decisive ( testimonianze) circa
l’uscita di Amatiello dalli Arma dei Carabinieri, nonché in relazione alle
dichiarazioni dei coimputati circa la volontà di costituire una società di
consulenza; travisamento della prova mediante omissione avuto riguardo alla
distinzione tra società di consulenza e studio legale che, ad avviso della difesa,
consentirebbe di escludere che Amatiello fosse a conoscenza ( e partecipe)
dell’accordo criminoso tra Varsellona e Tufariello ; nell’ultimo motivo ( n. 14) , il
ricorrente si concentra sulle conversazioni telefoniche la cui omessa valutazione

3

coinvolgente Cosmar e Carretta, verso cui si sarebbe accanito l’odierno

aveva costituito motivo di annullamento della sentenza di appello, evidenziando
che la lettura di dette intercettazioni, non poteva prescindere dal dato relativo al
fatto che mai nessun contatto vi fu tra i funzionari dell’Arpa e Amatiello , ma solo
tra la funzionaria Davi e Tufariello, unico dominus di tutta l’operazione e che la
reazione animata di Amatiello, fu determinata dal fatto che Tufariello gli riferì che
Gherardi stava diffamando il NOE, tanto più che il contatto telefonico di Tufariello
con Amatiello avvenne, inspiegabilmente, ben quattro giorni dopo rispetto al
contatto di Tufariello con la funzionaria dell’ Arpa : Davi e che solo sulla base di

questi su Gherardi .
2.2. In data 20/3/2018 il ricorrente ha depositato motivi aggiunti con i quali
ribadisce i motivi di ricorso con particolare riferimento al travisamento della
prova relativa al ritenuto ruolo dominante rivestito dal ricorrente, alla rivelazione
( alla presenza di Cosmar Fabiana ) dell’attività di intercettazione in corso, alla
preventiva conoscenza, da parte del ricorrente , dello studio tecnico effettuato da
Gherardi; travisamento della prova per omissione in relazione all’ intercettazione
ambientale del 25/11/2008 dalla quale risulterebbe che l’accordo criminoso
coinvolgeva i soli Varsellona e Tufariello e non il ricorrente e con riferimento alle
intercettazioni delil e 2 dicembre 2008 .
3. La parte civile, a sua volta, ha depositato una memoria di replica ex art. 611
c.p.p., con quale rileva che le censure proposte dal ricorrente, tutte
puntualmente esaminate, mirano a sollecitare una diversa lettura dei dati
probatori, non ammessa in sede di legittimità.

Considerato in diritto

1. Il ricorso è infondato .
2. Va innanzi tutto chiarito che l’attuale verifica di legittimità, deve tener conto
dell’ambito decisorio delimitato dalla sentenza della Corte di Cassazione del
16/3/2016 con la quale è stata annullata la sentenza della Corte d’appello di
Bologna del 14/1/2015 che aveva assolto l’odierno ricorrente dal reato di tentata
concussione, avendo riguardo al rilevato vizio di travisamento della prova per
omissione, laddove, spiega la Suprema Corte, non è offerta alcuna analisi del
contenuto delle conversazioni telefoniche intercorse nelle date tra i-1’1 e il 2
dicembre 2008 al fine di escludere la loro rilevanza quali elementi a carico di
Amatiello, ciò tanto più che, in altra parte delle sentenza impugnata, il

4

tale antefatto Amatíello contattò Varsellona perchè intervenisse su Carretta e

susseguirsi di tali conversazioni, viene considerato “particolarmente emblematico
per comprendere l’effettivo atteggiarsi dei rapporti tra le parti”.
3. In esito al giudizio rescindente, dunque, la Corte d’appello ha proceduto
all’esame di tali conversazioni la cui lettura ha connesso con il restante materiale
probatorio, già valutato dal primo giudice, ricostruendo il fatto in termini
corrispondenti a quanto ritenuto dal tribunale.
4. Data l’identità del materiale probatorio scrutinato e l’omogeneità di giudizio
espresso nelle sentenze di primo e secondo grado, può affermarsi che nel caso di

eguale segno (nel nostro caso, di condanna) per cui il vizio di travisamento della
prova, può essere rilevato in sede di legittimità solo nel caso in cui si rappresenti
(con specifica deduzione) che l’argomento probatorio asseritamente travisato è
stato per la prima volta introdotto come oggetto di valutazione nella motivazione
del provvedimento di secondo grado. Invero, sebbene in tema di giudizio di
Cassazione, in forza della novella dell’art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e),
introdotta dalla legge n. 46 del 2006, è ora sindacabile il vizio di travisamento
della prova, che si ha quando nella motivazione si fa uso di un’informazione
rilevante che non esiste nel processo, o quando si omette la valutazione di una
prova decisiva, esso può essere fatto valere nell’ipotesi in cui l’impugnata
decisione abbia riformato quella di primo grado, non potendo, nel caso di c.d.
doppia conforme, superarsi il limite del “devolutum” con recuperi in sede di
legittimità, salvo il caso in cui il giudice d’appello, per rispondere alla critiche dei
motivi di gravame, abbia richiamato atti a contenuto probatorio non esaminati
dal primo giudice (Sez. 2 n. 5223 del 24/1/2007, Rv. 236130; Sez. 4,
4060/2013, Rv. 258438; Sez. 6, 5146/2014, Rv. 258774; Sez. 2, 7986/2016,
Rv. 269217) . Nel caso di specie, invece, il giudice di appello ha riesaminato lo
stesso materiale probatorio già sottoposto al tribunale e, dopo avere preso atto
delle censure dell’appellante, e tenuto conto delle indicazioni della Corte di
Cassazione contenute nella sentenza di

annullamento, ha valutato i dati

probatori in maniera conforme al primo giudice pervenendo ad una ricostruzione
in fatto perfettamente sovrapponibile a quella fornita dal tribunale .
5. Chiarito il perimetro decisorio entro il quale si è mossa la Corte d’appello e
tenuto conto della specificità dei motivi opponibili con il ricorso per cassazione
nel caso di “doppia conforme”, occorre ora brevemente accennare ai contorni
fattuali della vicenda in esame per verificare se rispetto alla prospettazione
accusatoria, convalidata dalle sentenze di merito ed agli argomenti difensivi , la
Corte d’appello sia incorsa in travisamenti delle prove o in omesse valutazioni di

5

specie, ci si trova di fronte ad una “doppia conforme” e cioè doppia pronuncia di

prove decisive .
6. La vicenda attiene al reato di tentata concussione (in ordine al quale i due
coimputati Tufariello e Varsellona, sono stati condannati in via definitiva), così
riqualificata la fattispecie di cui all’art. 110, 317 c.p. originariamente contestata,
consistita nel fatto che Amatiello e Tufariello, quali pubblici ufficiali (militari
appartenenti al Nucleo operativo ecologico), delegati allo svolgimento delle
indagini nei confronti della società Niagara per reati in materia di smaltimento
dei rifiuti, abusando della loro qualifica e dei loro poteri, nel periodo compreso

rappresentate della detta società ) Carretta Mauro, a promettere loro una
somma di denaro tra i 20.000,00 ed i 40.000,00 euro per ammorbidire le
conclusioni dell’informativa finale che gli odierni imputati avrebbero dovuto
depositare al P.M. titolare delle indagini.
7. Fatta questa premessa e sviluppando coerentemente i principi suesposti, deve
ritenersi che la sentenza impugnata regge al vaglio di legittimità, non
palesandosi assenza, contraddittorietà od illogicità della motivazione, ovvero
travisamento del fatto o della prova perché, giova ribadirlo, il

ricorso per

cassazione è ammesso per vizi della motivazione riconducibili solo, e
tassativamente, alla motivazione totalmente mancante o apparente,
manifestamente illogica o contraddittoria intrinsecamente o rispetto ad atti
processuali specificamente indicati, nei casi in cui il giudice abbia affermato
esistente una prova in realtà mancante o, specularmente, ignorato una prova
esistente, nell’uno e nell’altro caso quando tali prove siano in sé determinanti per
condurre a decisione diversa da quella adottata. Il giudice di legittimità non può
conoscere del contenuto degli atti processuali per verificarne l’adeguatezza
dell’apprezzamento probatorio, perché ciò, dopo due gradi di merito, è estraneo
alla sua cognizione: sono pertanto irrilevanti, perché non possono essere oggetto
di alcuna valutazione, tutte le deduzioni che introducano direttamente nel ricorso
parti di contenuto probatorio, tanto più se articolate, in concreto ponendo
direttamente la Corte di cassazione in contatto con i temi probatori e il materiale
loro pertinente al fine di ottenerne un apprezzamento diverso da quello dei
giudici del merito e conforme a quello invece prospettato dalla parte ricorrente.
(Sez. 4, n. 1219/2017, Rv. 271702; Sez. 3 , 9338/2012, Rv. 255087; Sez. 4
14732/2011, Rv. 250133).
8. Ponendosi nella richiamata prospettiva ermeneutica, ritiene il Collegio che le
doglianze del ricorrente contenute nei motivi da n. 1 a n. 13 , con i quali si
lamenta il travisamento di prove dichiarative e documentali ovvero l’omessa

6

tra il mese di febbraio e quello di dicembre 2008 , avevano indotto, il legale

valutazione di prove decisive, o addirittura il travisamento della prova per
invenzione rispetto ai dati contenuti nelle intercettazioni del 20 e 25 novembre
2008 siano infondate, non apprezzandosi nella motivazione della sentenza
gravata, alcuna illogicità che ne vulneri la tenuta complessiva, avendo la Corte
d’appello proceduto alla valutazione di tutti gli indizi con metodo conforme alle
indicazioni della giurisprudenza di legittimità che il Collegio condivide ( S. Unite
n. 33748/2005, Rv. 231678; Sez. 1, n. 44324/2013, Rv. 258321), prendendo in
esame , per ciascuno dei temi, anche le alternative prospettazioni difensive che

9. Nella sentenza impugnata, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente,
non si ravvisa il travisamento di prove dichiarative o documentali decisive che
scagionerebbero l’imputato ( avuto riguardo ad esempio alla rilevata mancanza
di sopralluoghi da parte di Amatiello presso la società Niagara o con riferimento
all’incontro Cosmar – Amatiello del 23/10/2008 circa la rivelazione di essere
sottoposti ad intercettazioni, o ancora in relazione al ruolo di Amatiello
nell’ambito dell’indagine relativa alla società Niagara e alla sollecitazione a far
redigere una perizia o ancora circa le dichiarazioni del comandante Buratti o
l’incontro di Amatiello in Procura con il Pm. dott. ssa Volta ) quanto piuttosto,
una puntuale risposta a tutte le deduzioni difensive volte sminuire il ruolo di
Amatiello all’interno del NOE e nell’indagine in corso, valorizzando più dati
probatori : intercettazioni , dichiarazioni delle persone offese e testimonianze
che nel loro complesso, davano conto del ruolo “in concreto” rivestito dal
ricorrente il quale, nonostante l’avvenuto avvicendamento, al vertice del NOE,
del capitano Bernardo, avvenuto peraltro solo a settembre del 2008, aveva
continuato a gestire l’indagine nei confronti del Carretta e della società Niagara,
tanto che ad ottobre 2008 egli si recò personalmente presso la società Niagara a
fare gli ennesimi prelievi con il personale dell’Arpa e prima di tale accesso,
partecipò all’incontro con il P.M. prospettando l’esigenza di adottare misure
cautelari nei confronti degli indagati in considerazione della sussistenza del
danno ambientale di cui Amatiello , come riferito dal teste Corazza , era convinto
sostenitore. Tali elementi sono stati logicamente connessi con le dichiarazioni di
Cosmar Fabiana e Carretta Mauro che in dibattimento riferirono che per evitare
gravi conseguenze derivanti dall’indagine in corso, Varsellona prospettò alla
prima di contattare Amatiello al quale occorreva fare un regalo ed al secondo
disse che bisognava pagare ” Vito e Sergio” , hanno condotto la Corte di ritenere
che Amatiello, nonostante la dismissione dell’incarico di vertice, continuasse a
svolgere un ruolo dominante nell’indagine in corso , essendo improbabile che il

7

ha reputato, con giudizio di fatto non affetto da manifesta illogicità, infondate .

Varsellona spendesse il suo nome impropriamente, con il rischio di essere
scoperto e denunciato dallo stesso Amatiello potendo ( Varsellona)
evidentemente contare sull’appoggio sicuro del Tufariello.
10. La Corte di merito ha anche sottolineato l’irrilevanza, a fini esimenti, delle
dichiarazioni autoaccusatorie di Tufariello e di Varsallona, tenuto conto del
contesto nel quale si erano sviluppate ( la sollecitata redazione di una relazione
tecnica da parte del’ing. Gherardi per la società Niagara che avrebbe dovuto
ammorbidire le richieste finali degli investigatori) ed ha evidenziato che in base

l’indicazione di redigere la perizia a firma dell’Ing. Gheradi, rientrava in un
preciso schema comune, quello cioè di promettere un aiuto agli indagati,
spaventati per la pressione investigativa, in cambio di denaro; ha poi ritenuto
rilevante lo stretto rapporto professionale e di amicizia intercorrente tra
Varsallona, Tufariello e Amatiello i quali oltre ad essere legati da ventennale
amicizia ( Varsallona ed Amatiello) e da un rapporto di colleganza da inferiore a
superiore (Tufariello e Amatiello ), erano anche accomunati dalla prossima
realizzazione di un progetto professionale che li accomunava nella costituzione di
una società di consulenza in materia ambientale. Tale valutazione dei fatti
operata dalla Corte d’appello in aderenza alle diverse le fonti probatorie,
debitamente correlate tra loro, consente di escludere la sussistenza del vizio di
travisamento della prova, sia in termini di travisamento delle risultanze
probatorie in quanto la Corte di Appello si è attenuta alle acquisizioni processuali,
tutte puntualmente richiamate, sia sotto il profilo del travisamento processuale
per invenzione, non ravvisandosi una motivazione fondata su prova inesistente
posto che laddove il ricorrente invoca tale specifico vizio, in realtà si ravvisa una
censura del risultato probatorio cioè la valutazione della prova ( si pensi al
proposito del ricorrente di andare in pensione e di costituire uno studio di
consulenza effettivamente rilevabile dal contenuto delle intercettazioni a pag.
180, 181 della sentenza di primo grado) ; né si ravvisa un travisamento della
prova per omissione con riguardo alla mancata valutazione di una prova decisiva
esistente , posto che il giudice di appello ha preso in considerazione tutte le
prove indicate dal ricorrente nei motivi di ricorso attribuendo ad esse un
significato che non lo soddisfa (ad esempio in tema di prove dichiarative che
scagionerebbero l’imputato, a proposito dell’incontro con Cosmar Fabiana del
23/10/2008, o anche della intervenuta assoluzione del ricorrente e degli altri
correi dal reato di rivelazione di segreto d’ufficio o in relazione al ruolo ricoperto
da Amatiello nell’indagine Niagara o ancora alle dichiarazioni autoaccusatorie di

8

al succedersi delle telefonate ed al loro chiaro ed inequivoco contenuto,

Tufariello contenute nell’intercettazione del 20/11/2008 , alla sua partecipazione
alla fiera Ecomondo ed altro ancora per cui si rinvia agli specifici motivi di
ricorso, ma che tuttavia non dimostrano una contraddittorietà processuale della
motivazione rilevabile in sede di legittimità, trattandosi, complessivamente, come
già detto, di dati esaminati e valutati dal giudice di appello conformemente al
giudice di primo grado . D’altro canto, come osservato dalla parte civile, la difesa
non ha contestato la sussistenza delle circostanze di fatto ( che Amatiello abbia
effettivamente affiancato il nuovo comandante al vertice del NOE o che abbia

l’incontro con il P.M. e la sua partecipazione alla redazione della informativa di
reato), ma ha attribuito a tali dati un significato probatorio alternativo, a sé
favorevole, ovvero ha sottolineato la sussistenza di elementi che tuttavia la Corte
territoriale ha ritenuto marginali e non decisivi rispetto al pregnante rilievo
probatorio del materiale intercettivo.
Al proposito si osservi che nella sentenza di primo grado che data l’omogeneità
di giudizio si salda con quella di primo grado per formare un unico complessivo
corpo argomentativo ( Sez. 3 4441/2013, Rv. 257595), sono riportati stralci di
intercettazioni ( pag. 142, 143 della sentenza del Tribunale a proposito
dell’accordo di Tufariello con “Sergio”, circa la consegna dell’informativa; pag.
164, 181,183 a proposito dell’intenzione di Amatiello di congedarsi ovvero di
andare in pensione e costituire uno studio di consulenza ; pag. 167 a proposito
del ruolo svolto da Sergio , pag. 175 e segg. sulla reazione di Amatiello a quanto
riferitorgli da Tufariello) che, unitamente alle dichiarazioni delle persone offese
sopra evidenziate ed alle intercettazioni di seguito illustrate , hanno concorso a
delineare un quadro probatorio completo, da cui è stato tratto , correttamente, il
giudizio confermativo della condanna.
11. Si tratta di quattro conversazioni telefoniche intercorse tra il 1 e il 2
dicembre 2008 tra Tufariello e Amatiello, tra Amatiello e Varsallona, tra
Varsallona e Carretta e tra Varsallona e Amatiello, il cui significato, ad avviso
della difesa, la Corte avrebbe distorto non considerando il mendacio di Tufariello
il quale si rivolse ad Amatiello per chiedergli aiuto, ma non lo mise mai a
conoscenza dell’incontro avuto con i funzionari dell’Arpa .
13. Ebbene anche in questo caso le censure difensive appaiono infondate, poiché
dirette a valorizzare considerazioni marginali, rispetto agli elementi di decisività
evidenziati dalla Corte d’appello .
La Corte d’appello -,. ha i innanzi tutto, evidenziato la significatività dei tempi con
cui le conversazioni svilupparono : Ai : dicembre Tufariello contatta Amatiello per

9

partecipato ai prelievi presso la società Niagara il 9/10/2008, né è contestato

dirgli che era accaduto un “fatto grave” ( e cioè che una funzionaria dell’Arpa lo
aveva avvicinato per dirgli che Gherardi , incaricato di redigere una perizia a
favore della Niagara su input del ricorrente, le aveva riferito di essere al corrente
di un’indagine in corso ), a quel punto Amatiello reagisce : ” Vanno massacrati”…
“Si quello va massacrato … però va massacrato tutto , ormai a sto punto, basta,
guerra fin in fondo ” , chiama Varsallona affinchè questi chiami Carretta , legale
rapp.te della Niagara, perchè intervenga presso il suo ingegnere ( Gherardi) e
ribadisce al suo interlocutore la necessità di intervenire pesantemente, quindi

l’atteggiamento preso dal Gherardi era diverso da quello concordato ed era stato
letto come segno opposto alla stategia convenuta; infine il 2 dicembre Varsallona
richiama Amatiello per rassicur410 circa il comportamento del Gherardi; dunque,
contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente non si ravvisa alcuna infedeltà
della motivazione rispetto ai dati processuali, anzi nelle quattro conversazioni
intercettate, succedutesi in un brevissimo arco di tempo, evidenzia la Corte, ben
tre conversazioni vedono l’interlocuzione diretta di Amatiello, a nulla rilevando
dunque che non vi siano stati contatti diretti del ricorrente con i funzionari
dell’Arpa essendo rilevante, ai fini del coinvolgimento di Amatiello che questi
fosse messo al corrente e indirizzasse i suoi complici circa la condotta da tenere
nei confronti dell’imprenditore, sul quale doveva continuare ad esercitare il
proprio controllo ed evitare che la situazione, a causa di ingerenze esterne,
potesse sfuggirgli di mano; ma a prescindere dal condivisibile risultato probatorio
ricavato dalla Corte d’appello, come detto perfettamente aderente al contenuto
delle intercettazioni, in questo caso significativamente trascritte, va detto che in
materia di intercettazioni telefoniche, la valutazione del loro contenuto
costituisce questione di fatto, rimessa all’esclusiva competenza del giudice di
merito, il cui apprezzamento non può essere sindacato in sede di legittimità se
non nei limiti della manifesta illogicità ed irragionevolezza della motivazione con
cui esse sono recepite, illogicità e irragionevolezza, non rinvenibili nel caso di
specie avendo la Corte d’appello risposto alla doglianza difensiva, concentrata sul
dato del ritardo con cui avvenne la comunicazione del “fatto grave” da Tufariello
ad Amatiello, evidenziando che ciò poteva essere correlato a contingenze
occasionali e comunque non aveva un rilievo decisivo, idoneo a scalfire la
ricostruzione del fatto siccome fondata su conversazioni spiegabili, anche in
ragione del loro avvicendarsi, solo con il fatto che Amatiello era irritato perchè
temeva che la situazione potesse sfuggirgli, dovendo tenere in pugno gli indagati
prospettandogli scelte processuali il cui esito dipendeva da lui, non essendo

10

Varsallona, come richiesto da Amatiello, chiama Carretta e gli dice che

plausibile, alla luce del contenuto delle prime due conversazioni ( nella quali non
vi era alcun accenno al fatto che Gherardi li andasse diffamando) e soprattutto
della terza in cui Varsellona chiarisce a Carretta che Gherardi aveva assunto un
atteggiamento diverso da quelli che era stato concordato, che il punto non era
che Gherardi aveva offeso il Noe, ma piuttosto il fatto egli aveva preso
un’iniziativa che danneggiava gli accordi intercorsi tra Varsellona e Carretta cui
partecipava anche Amatiello.

Corte d’appello ad esprimere un giudizio confermativo della sentenza di primo
grado che si appalesa esente da censure avendo il giudice di merito fotografato
fedelmente le prove acquisite nel processo , valutato dette prove in conformità
con i canoni ermeneutici forniti dalla Corte di legittimità ed escluso la rilevanza
delle prove o degli argomenti di prova addotti dalla difesa, tutti puntualmente
esaminati dovendosi conclusivamente affermare che le prove decisive indicate
dalla difesa, si atteggiano, in realtà, a letture alternative del compendio
probatorio.
Il ricorso di Amatiello Sergio va , pertanto, rigettato con conseguente condanna
del ricorrente che lo ha proposto al pagamento delle spese processuali, nonché
alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili costituite : Carretta Mauro,
Niagara s.r.I., Gherardi Davide, Cosmar Fabiana liquidate complessivamente in
euro 6.400,00 ( di cui euro 3.500,00 per il primo assistito con aumento del 20%
per ciascun soggetto oltre il primo ex art. 12 D.M. 55/2014), oltre spese
fo detta rie ,C. P.A ed Iva.
P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
nonché alla rifusione delle spese delle parti civili costituite Carretta Mauro,
Niagara s.r.I., Gherardi Davide , Cosmar Fabiana liquidate complessivamente in
euro 6.400,00 oltre spese forfettarie , CPA ed IVA.

Così deciso in Roma il 6/4/2018

Il Consigliere estensore
Lucia Aielli

Presidente
anni Diotall

La valutazione integrata di tutto il materiale probatorio ha dunque condotto la

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA