Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18701 del 21/03/2018


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 18701 Anno 2018
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: CENCI DANIELE

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
FRUTTALDO MICHELE nato il 28/04/1984 a AVERSA

avverso l’ordinanza del 29/01/2018 del TRIB. LIBERTA’ di NAPOLI
sentita la relazione svolta dal Consigliere DANIELE CENCI;
sentite le conclusioni del PG PASQUALE FIMIANI, che ha concluso per la
declaratoria di inammissibilità del ricorso
Non è comparso il difensore.

Data Udienza: 21/03/2018

RITENUTO IN FATTO e CONSIDERATO IN DIRITTO
111 Tribunale per il riesame di Napoli il 29 gennaio – 2 febbraio 2018 ha
confermato ex art. 309 cod. proc. pen. l’ordinanza con cui il G.i.p. del Tribunale
di Napoli Nord il 13 gennaio 2018 ha applicato gli arresti domiciliari a Michele
Fruttaldo, indagato per detenzione a fine di cessione di otto panetti di hashish
del peso complessivo di 880 grammi e di 70 grammi di marijuana e per
coltivazione di dieci piante di canapa indiana, fatti accertati 1 1 11 gennaio 2018.
2.Ricorre per la cassazione dell’ordinanza l’indagato, tramite difensore,

Premette di avere documentato all’udienza di convalida che Fruttaldo ha una
discreta situazione economica e nel corso dell’udienza del Tribunale del riesame
che l’indagato era dedito all’uso di marijuana e di hashish (tramite produzione di
plurimi provvedimenti del Prefetto ex art. 75 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309).
Il Tribunale per il riesame, nel confermare il provvedimento, non avrebbe
tenuto conto delle produzioni documentali richiamate e delle relative implicazioni
logiche; inoltre, a casa dell’indagato in sede di perquisizione non sono stati
trovati né bilancini di precisione né bustine manipolate né somme di denaro che
possano essere provento di cessione, mentre le lampade, in effetti, rinvenute
non sono elementi probanti circa un’attività di spaccio.
Infine, si censura la valutazione operata, che, nell’inferire la finalità di
spaccio dal solo dato ponderale, non incompatibile con l’uso personale, si
sarebbe espresso in termini congetturali, omettendo una puntuale valutazione.
3.11 ricorso è infondato. Posto che è incontestata l’accusa di coltivazione
illegale, quanto alla ulteriore imputazione (detenzione a fine di cessione di 880
grammi di hashish e di 70 grammi di marijuana) la, pur estremamente sintetica,
motivazione del provvedimento impugnato valorizza sia l’elevato dato ponderale,
peraltro prossimo al chilogrammo, sia la pluralità delle sostanze, elementi che,
nel complesso, appaiono indici non illogici, quantomeno nella fase cautelare,
contraddistinta da una fisiologica fluidità, della destinazione della sostanze non
all’esclusivo uso personale. Sono stati, in buona sostanza, disattesi, con implicita
evidenza, gli elementi offerti dalla difesa (di cui si è detto), che del resto non
sono ontologicamente inconciliabili con la prospettiva di accusa.
4. Discende la reiezione del ricorso, con condanna alle spese.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.
Così deciso il 21/03/2018.

denunziando promiscuamente violazione di legge e difetto motivazionale.

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