Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18679 del 05/04/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 4 Num. 18679 Anno 2018
Presidente: FUMU GIACOMO
Relatore: DAWAN DANIELA

ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
POLITO MARIKA nato il 03/08/1988 a LATINA
FERRARINI LUCA nato il 01/05/1959 a REGGIO EMILIA

avverso la sentenza del 20/02/2017 della CORTE APPELLO di TORINO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere DANIELA DAWAN
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore che ha concluso
per il rigetto del ricorsi.
E’ presente l’avvocato INNARO ALESSANDRA del foro di REGGIO EMILIA in difesa
di FERRARINI LUCA che insiste per l’accoglimento del ricorso.

Data Udienza: 05/04/2018

FATTO E DIRITTO

1.

Luca Ferrarini e Marika Polito, per il tramite dei rispettivi difensori,

propongono, con due distinti atti, ricorso per cassazione avverso la sentenza resa dalla
Corte di appello di Torino, sez. 3, il 20 febbraio 2017 (depositata il 19 aprile 2017), con

entrambi erano riconosciute le circostanze aggravanti generiche prevalenti
sull’aggravante contestata, rideterminando pertanto la pena in euro 600 di multa. Con
la condanna alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile costituita.
2. I ricorrenti venivano tratti a giudizio, insieme ad altri, per rispondere dei
reati di cui agli artt. 113, 590 commi 1,2,3 e 583, comma 1, nn. 1 e 2, cod. pen.; 91,
comma 1, lett. a), 96, comma 1, lett. g), d.lgs. n. 81/2008, perché in concorso tra loro,
la Polito quale legale rappresentante ed amministratore della citata Termotecnica e il
Ferrarini in veste di legale rappresentante della Ferrarini, non avevano provveduto alla
valutazione del rischio di caduta dall’alto riguardo ai lavori relativi allo smaltimento degli
impianti tecnologici posti al di sopra della controsoffittatura, sulla quale operava Carlo
Alberto Cifra. Non allertato del rischio di caduta, questi aveva poggiato i piedi sui
pannelli di poliuretano della controsoffittatura del locale in cui lavorava per rimuovere la
coibentazione di alcune tubazioni, rovinosamente precipitando dall’altezza di circa 4,5
metri, a causa del cedimento del pannello di poliuretano per la fuoriuscita della staffa di
trattenuta, procurandosi diverse lesioni da cui derivava una malattia di durata superiore
ai giorni 90 (in Candiolo, il 9 maggio 2011).
3. L’assorbenza e la fondatezza del primo motivo del ricorso proposto da Marika
Polito esonera dalla trattazione degli ulteriori profili censurati dalla stessa e dal
coimputato Luca Ferrarini ed impone la trasmissione degli atti alla Corte di appello di
Torino per la notifica all’imputata Polito dell’estratto contumaciale della sentenza.
Risulta, invero dagli atti che la Corte di appello di Torino abbia applicato la
disciplina del processo

in absentia

introdotta dalla legge 28 aprile 2014, n. 67,

violandone la disciplina transitoria.
La Polito, giudicata in contumacia in primo grado, è stata giudicata in grado di
appello in assenza invece che, come dovuto, in contumacia; ad essa,
conseguentemente, doveva essere notificato l’avviso di deposito della sentenza di
secondo grado, incombente che risulta essere stato omesso.
4. La notificazione dell’estratto contumaciale persegue lo scopo di informare
l’imputato dell’esistenza di una sentenza emessa in sua contumacia affinché ne possa
acquisire completa conoscenza per esercitare il proprio autonomo diritto di
2

la quale, in parziale riforma della appellata pronuncia del Tribunale di Torino, ad

impugnazione che non si esaurisce con la semplice presentazione dell’impugnazione da
parte del difensore (da ultimo, sul punto, sez. 2, ord. n. 36441del 21/07/2015,
Rv. 264832).
5. Pur dovendosi escludere che, nel caso in esame, si sia verificata una
violazione del diritto di difesa ex art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., dal
momento che la ricorrente Polito risulta essere stata regolarmente citata a giudizio,
dove è stata validamente rappresentata dal difensore, essendo rimasta inequivoca la

indubbio come il mancato avviso dell’estratto contumaciale abbia comunque
determinato la mancata decorrenza del termine per proporre impugnazione da parte
della stessa imputata (ord. cit.; sez. 5, ord. n. 11911 del 22/01/2010, Rv. 246553): da
qui la necessità del rinvio della causa al giudice a quo perché provveda all’incombente
omesso.
Appare, altresì, opportuno che i due ricorsi siano trattati unitariamente.

P.Q.M.

Rinvia la causa a nuovo ruolo, mandando alla Corte di appello di Torino perché
provveda alla notifica dell’estratto contumaciale della sentenza nei confronti dell’imputata
Polito Marika.

Così deciso il 5 aprile 2018

nte

Il Consigliere estensore

Il Prelsi

Daniela Dawan

GiacnL Fumu

.2;•MAI:41.• 4k

tal(U

sua libera e consapevole volontà di non comparire al processo, nondimeno appare

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA