Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18638 del 01/02/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 18638 Anno 2018
Presidente: PETRUZZELLIS ANNA
Relatore: DE AMICIS GAETANO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
KOLA ANGJELIN nato il 01/01/1967

avverso la sentenza del 12/12/2016 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso a le parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere GAETANO DE AMICIS;

Data Udienza: 01/02/2018

1. Il difensore di Kola Angjelin ha proposto ricorso per cassazione avverso la
sentenza del 12 dicembre 2016 con la quale la Corte d’appello di Torino ha
parzialmente riformato la decisione di condanna primo grado, escludendo gli
effetti della contestata recidiva e dichiarando non doversi procedere nei suoi
confronti per tutti i reati a lui ascritti (ex artt. 337, 582 – 585, 635, comma 1 e
2, n. 3, cod. pen. e 186, comma 7, C.d.S.), perchè estinti per intervenuta
prescrizione.
Nel ricorso si deducono vizi della motivazione in punto di affermazione della
penale responsabilità riguardo a tuti i reati contestati, non essendo stata
acquisita alcuna prova certa che il Kola si trovasse alla guida nel momento in cui
l’autovettura veniva osservata dai Carabinieri, con la conseguente inesistenza dei
presupposti giustificativi sia della legittimità dell’accertamento etilometrico che
della rilevanza delle condotte contestate, per essere le sue reazioni giustificabili
dall’arbitrarietà, quanto meno sotto il profilo putativo, del comportamento tenuto
dai militari operanti.
2. In presenza di una causa di estinzione del reato, secondo un pacifico
insegnamento di questa Suprema Corte (Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009,
Tettannanti, Rv. 244275), non sono rilevabili in sede di legittimità vizi di
motivazione della sentenza impugnata, in quanto il giudice del rinvio avrebbe
comunque l’obbligo di procedere immediatamente alla declaratoria della causa
estintiva.
Il ricorso è inammissibile poiché non ha tenuto conto di tali principii,
limitandosi ad enunciare in forma del tutto generica ed assertiva – pur a fronte
di un duplice, conforme e specifico apprezzamento in fatto dei due Giudici di
merito, sorretto da una motivazione non apparente ed immune dai vizi di
manifesta illogicità e contraddittorietà che, soli, rilevano ai sensi dell’art. 606,
comma 1, lett. e), cod. proc. pen. – deduzioni sostanzialmente risolventisi nella
mera sollecitazione ad effettuare una diversa ed alternativa rivalutazione dei
profili di merito della regiudicanda – operazione, come tale, del tutto preclusa
nella Sede di legittimità – avuto altresì riguardo all’insieme delle ragioni
giustificative dai Giudici di merito congruamente esposte a sostegno del giudizio
di penale responsabilità con riferimento a tutti i reati in contestazione ed alla
motivata esclusione dei presupposti sintomatici della evidenza della non
colpevolezza dell’imputato ai sensi del capoverso dell’art. 129 cod. proc. pen.
3. Alla declaratoria di inammissibilità consegue, a norma dell’art. 616 cod.
proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento e al pagamento in favore della Cassa delle ammende, non
emergendo ragioni di esonero, della somma ritenuta equa di euro 3.000,00 a
titolo di sanzione pecuniaria.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di € 3.000,00 in favore della Cassa delle
ammende.
Così deciso 11 febbraio 2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

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