Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18612 del 01/02/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 18612 Anno 2018
Presidente: PETRUZZELLIS ANNA
Relatore: DE AMICIS GAETANO

ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
CIRELLI VINCENZO nato il 11/03/1974 a SAN SEVERO
DE ROCCO MARIA GIUSEPPA nato il 19/03/1942 a MONTEODORISIO
CIRELLI ROSETTA nato il 12/12/1971 a LARINO

avverso la sentenza del 19/09/2016 della CORTE APPELLO di PERUGIA
dato avviso aie parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere GAETANO DE AMICIS;

Data Udienza: 01/02/2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

2. I ricorsi sono originariamente inammissibili perché i motivi, oltre che genericamente
formulati, sono diversi da quelli consentiti, proponendo – pur a fronte di uno specifico
apprezzamento dei Giudici di merito, sorretto da una motivazione non apparente ed immune
dai vizi di manifesta illogicità e contraddittorietà che, soli, rilevano ai sensi dell’art. 606,
comma 1, lett. e), cod. proc. pen., quello del Giudice d’appello, peraltro, in dimostrata
rivalutazione autonoma di tutti gli aspetti afferenti al trattamento sanzionatorio – deduzioni
risolventisi nella mera sollecitazione ad una diversa valutazione dei presupposti di esercizio di
un potere tipicamente discrezionale del Giudice di merito, quello, cioè, inerente alla
determinazione della entità della pena ed alla concessione delle attenuanti generiche, che nel
caso di specie, di contro, è stato congruamente ed esaustivamente giustificato sulla base di
puntuali – e dai ricorrenti neanche prese in esame – argomentazioni, rendendosi, come tale,
del tutto immune dalla tipologia di vizi propriamente deducibili in questa Sede.
Inammissibile, siccome non dedotta dinanzi ai Giudici di merito e per la prima volta
formulata solo in questa Sede, peraltro al di fuori dei limiti oggettivamente riconnessi al
giudizio di rinvio, deve infine ritenersi la doglianza aspecificamente prospettata con riguardo
alla su indicata circostanza attenuante di cui all’art. 62, n. 4, cod. pen.
3. Alla declaratoria di inammissibilità consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., la
condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento e al pagamento in favore
della Cassa delle ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma ritenuta equa di
euro 3.000,00 a titolo di sanzione pecuniaria.

P. Q. M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali
e ciascuno al versamento della somma di C 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso 11 febbraio 2018
Il Consigliere estensore
Gaetano D Amic .-

Il Presidente
:tnna Petruzzellis
\–77

1. Con separati atti di impugnazione il difensore di Cirelli Vincenzo, Cirelli Rosetta e De
Rocco Maria Giuseppa ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del 19 settembre
2016 con la quale la Corte d’appello di Perugia, decidendo in sede di rinvio dalla Suprema
Corte di Cassazione limitatamente al trattamento sanzionatorio, ha confermato la decisione di
primo grado rideterminando e riducendo le pene loro rispettivamente irrogate per la fattispecie
di lieve entità di cui agli artt. 81, 99, 110 cod. pen. e 73, comma 5, del d.P.R. n. 309/1990.
Nei ricorsi si deducono violazioni di legge in punto di determinazione della pena, siccome
eccessiva rispetto ai fatti in contestazione e non mitigata dalla mancata applicazione
,dell’attenuante di cui all’art. 62, n. 4, cod. pen.

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