Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18596 del 01/02/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 18596 Anno 2018
Presidente: PETRUZZELLIS ANNA
Relatore: DE AMICIS GAETANO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
FANELI GUGLIELMO nato il 27/07/1974 a PESCARA

avverso la sentenza del 19/09/2016 della CORTE APPELLO di PERUGIA
dato avviso a le parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere GAETANO DE AMICIS;

Data Udienza: 01/02/2018

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

2. Il ricorso è originariamente inammissibile perché il motivo, oltre che
genericamente formulato, è diverso da quelli consentiti, assertivamente
enunciando – pur a fronte di uno specifico apprezzamento al riguardo espresso
dai Giudici di merito e sorretto da una motivazione non apparente ed immune
dai vizi di manifesta illogicità e contraddittorietà che, soli, rilevano ai sensi
dell’art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.- deduzioni risolventisi nella mera
sollecitazione ad una diversa valutazione dei presupposti di esercizio di un potere
tipicamente discrezionale del Giudice di merito, quello, cioè, inerente alla
determinazione della entità della pena, che nel caso di specie, di contro, è stato
congruamente ed esaustivamente giustificato sulla base di puntuali – e dal
ricorrente neanche presi in esame – argomenti relativi alle connotazioni modali
del fatto, rendendosi, come tale, del tutto immune dai vizi propriamente
deducibili in questa Sede.
3. Alla declaratoria di inammissibilità consegue, a norma dell’art. 616 cod.
proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento e al pagamento in favore della Cassa delle ammende, non
emergendo ragioni di esonero, della somma ritenuta equa di euro 3.000,00 a
titolo di sanzione pecuniaria.

P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di € 3.000,00 in favore della Cassa delle
ammende.
Così deciso
febbraio 2018

1. Il difensore di Faneli Guglielmo ha proposto ricorso per cassazione
avverso la sentenza del 19 settembre 2016 con la quale la Corte d’appello di
Perugia, giudicando in sede di rinvio, ha rideterminato in anni tre di reclusione
ed euro 18.000,00 di multa la pena irrogatagli all’esito del giudizio abbreviato
svoltosi in primo grado per reati di illecita detenzione a fini di spaccio di sostanze
stupefacenti del tipo “hashish”.
Nel ricorso si deducono vizi di motivazione in punto di determinazione del
trattamento sanzionatorio.

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