Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18458 del 28/03/2018


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Penale Ord. Sez. 4 Num. 18458 Anno 2018
Presidente: CIAMPI FRANCESCO MARIA
Relatore: MENICHETTI CARLA

ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
BODE ERISON nato il 20/07/1992
KORCA BERNARD nato il 20/08/1990

avverso la sentenza del 16/10/2017 del GIP TRIBUNALE di LECCE
sentita la relazione svolta dal Consigliere CARLA MENICHETTI;
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Data Udienza: 28/03/2018

MOTIVI DELLA DECISIONE

Bode Erison e Korka Bernard, tramite il difensore di fiducia, ricorrono per cassazione
avverso la sentenza di cui in epigrafe recante applicazione della pena ai sensi dell’art.444
c.p.p. in ordine al reato di cui agli artt.110 c.p., 73 e 80 D.P.R.n.309/90, prospettando
violazione di legge e carenza di motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza
dell’aggravante ed al diniego delle circostanze attenuanti generiche.
L’impugnazione é manifestamente infondata.

27 dicembre 1995, Serafino e giurisprudenza successiva conforme) che, attesa la natura
pattizia del rito, chi chiede la pena pattuita rinuncia ad avvalersi della facoltà di
contestarla, se non in caso di pena illegale.
Anche per ciò che attiene agli altri tratti significativi della decisione, che riguardano
precipuamente la qualificazione giuridica del fatto, la continuazione, l’esistenza e la
comparazione delle circostanze, la congruità della pena e la sua sospensione, la costante
giurisprudenza da questa Corte, nel solco delle enunciazioni delle Sezioni Unite, ha
affermato che la motivazione ben può essere sintetica ed a struttura enunciativa, purché
il risulti che il giudice abbia compiuto le pertinenti valutazioni.
Né l’imputato può avere interesse a lamentare una siffatta motivazione censurandola
come insufficiente e sollecitandone una più analitica, dal momento che la volontà del
giudice coincide esattamente con la volontà pattizia del giudicabile.
Trattasi poi di motivo non deducibile, poiché la sentenza e conseguentemente i
ricorsi sono successivi alla data di entrata in vigore dell’art.448, comma 2 bis, c.p.p. che
elenca i motivi prospettabili in sede di legittimità in caso di sentenza di patteggiamento,
tra i quali non è annoverato quello in esame.
Va pertanto pronunciata la inammissibilità dei ricorsi.
Segue a norma dell’art.616 c.p.p. la condanna dei ricorrenti al pagamento delle
spese del procedimento ed al versamento in favore della cassa delle ammende, della
somma di C 4.000,00 ciascuno a titolo di sanzione pecuniaria, non emergendo ragioni di
esonero.

P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro quattromila ciascuno a favore della cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma il 28 marzo 2018

Questa Corte ha ripetutamente affermato (S.U. 27 marzo 1992, Di Benedetto; S.U.

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