Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18329 del 26/03/2018


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 18329 Anno 2018
Presidente: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO
Relatore: APRILE STEFANO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
ARENA FABRIZIO nato il 03/08/1980 a CROTONE

avverso l’ordinanza del 04/07/2017 del TRIB. LIBERTA’ di CATANZARO
sentita la relazione svolta dal Consigliere STEFANO APRILE;
sentite le conclusioni del PG DELIA CARDIA che conclude chiedendo il rigetto del
ricorso.
Udito il difensore avvocato NOCITA PIETRO del foro di ROMA in difesa di ARENA
FABRIZIO che conclude insistendo nell’accoglimento del ricorso.

Data Udienza: 26/03/2018

RITENUTO IN FATTO

1. Con il provvedimento impugnato, il Tribunale di Catanzaro, in funzione di
tribunale del riesame, ha rigettato la richiesta di riesame presentata
nell’interesse di Fabrizio ARENA cl. 1980 avverso l’ordinanza emessa dal Giudice
per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro in data 20 giugno 2017 di
applicazione della misura della custodia cautelare in carcere in relazione ai delitti

Capo 1), estorsione continuata pluriaggravata (artt. 81 cpv., 110, 629, commi
primo e secondo, in relazione all’art. 628, comma terzo, nn. 1 e 3, cod. pen., 7
legge n. 203 del 1991 – Capo 13).

2. Ricorre Fabrizio ARENA, a mezzo dei difensori avv. Gregorio Viscomi e
avv. Pietro Nocita, che chiede l’annullamento dell’ordinanza impugnata con
riguardo alle esigenze cautelari, non avendo il giudice tenuto conto dello stato
detentivo a seguito di condanna all’ergastolo con sottoposizione al regime di cui
all’articolo 41-bis ord. pen., sicché l’indagato è sostanzialmente sottoposto ad un
periodo di detenzione senza scadenza, incompatibile con il pericolo di
reiterazione del reato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è infondato.
Va premesso che non è contestato il quadro indiziario.

2. La giurisprudenza di legittimità è tradizionalmente orientata ad affermare
che «lo stato di detenzione per altra causa del destinatario di una misura
coercitiva custodiale non è di per sé in contrasto con la configurabilità di
esigenze cautelari, ed in particolare di quella rappresentata dal pericolo di
reiterazione della condotta criminosa, anche successivamente alla novella di cui
alla legge 16 aprile 2015, n. 47 che espressamente richiede il requisito
dell’attualità del pericolo» (Sez. 5, n. 28750 del 10/04/2017, Perskura, Rv.
270535; in precedenza Sez. 1, n. 48881 del 02/10/2013, Barranca, Rv.
258066).
Ciò nonostante, spetta al giudice della cautela fornire una specifica
motivazione in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari.

2

di partecipazione a un’associazione mafiosa armata (art. 416-bis cod. pen. –

3. Con riguardo alla presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari in
relazione al delitto di partecipazione ad una associazione mafiosa, si va
affermando un restrittivo orientamento di legittimità.
Si è condivisibilmente affermato che «in tema di custodia cautelare in
carcere applicata, ai sensi dell’art. 275, comma

1-bis, cod. proc. pen., nei

l’art. 275, comma terzo, cod. proc. pen. pone una presunzione relativa di
sussistenza delle esigenze cautelari, qualora intercorra un considerevole lasso di
tempo tra l’emissione della misura e i fatti contestati in via provvisoria
all’indagato, il giudice ha l’obbligo di motivare puntualmente, su impulso di parte
o d’ufficio, in ordine alla rilevanza del tempo trascorso, da valutare in relazione
alla connotazione della consorteria ed al ruolo rivestito dall’indagato,
sull’esistenza e sull’attualità delle esigenze cautelari, anche nel caso in cui non
risulti una dissociazione espressa dal sodalizio» (Sez. 6, n. 25517 del
11/05/2017, Fazio, Rv. 270342).

4. Ciò premesso, deve essere evidenziato che i giudici della cautela hanno
proceduto a una concreta ed effettiva valutazione della sussistenza delle
esigenze cautelari.
4.1. Il Tribunale del riesame non ha omesso di considerare lo stato detentivo
del ricorrente, condannato in via definitiva la pena dell’ergastolo e a una
considerevole pena detentiva per omicidio e partecipazione all’associazione
mafiosa fino al 2009, ma ha valorizzato la permanenza del vincolo associativo,
per come è emersa dalla non contestata partecipazione di ARENA Fabrizio
all’episodio di estorsione contestato al Capo 13).

5. La valutazione è stata svolta anche con riferimento all’attualità del
pericolo di reiterazione del delitto associativo per il quale, pur essendo prevista
una presunzione, ciò non di meno deve essere verificata la sussistenza di
specifiche e attuali esigenze cautelari.
5.1. Innanzitutto, i giudici della cautela hanno evidenziato la – non
contestata – assenza di elementi da cui possa desumersi la cessazione
dell’appartenenza al sodalizio.
3

confronti del condannato per il delitto di associazione di tipo mafioso, per il quale

Trasmessa copia ex art. 23
n. 1 ter L. 8-8-95 n. 332
Roma, lì

6 APR. 2018

L’attualità del vincolo è stata, poi, desunta anche dalla sottoposizione del
ricorrente al regime detentivo di cui all’articolo 41-bis ord. pen.
5.2. I giudici della cautela hanno, infine, evidenziato che, oltre a risultare la
persistente appartenenza di ARENA Fabrizio all’organizzazione mafiosa, dalle
attività investigative svolte nel procedimento è emersa la concreta e attuale

proventi dei reati, all’episodio estorsivo protrattosi fino all’estate del 2013.
Tale elemento, che non è contestato nel ricorso, costituisce, ad avviso del
Collegio, una specifica estrinsecazione del ruolo svolto dal ricorrente in seno
all’organizzazione in grado di connotare in termini di attualità la permanenza del
vincolo associativo in capo al ricorrente, da cui discende la logica deduzione
dell’esistenza delle esigenze cautelare.

6. Al rigetto del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.
Dispone trasmettersi a cura della cancelleria copia del provvedimento al
direttore dell’istituto penitenziario ai sensi dell’art. 94, comma 1-ter, disp. att.
cod. proc. pen.
Così deciso il 26 marzo 2018.

partecipazione del medesimo, quale vertice dell’organizzazione e destinatario dei

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