Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 18191 del 21/03/2018


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 18191 Anno 2018
Presidente: VILLONI ORLANDO
Relatore: TRONCI ANDREA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
GRGIC CARLO nato il 05/02/1943 a TRIESTE
persona offesa nel processo c/
ignoti
avverso il decreto di archiviazione del 12/10/2016 del g.i.p. del TRIB. di TRIESTE

sentita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA TRONCI;
lette le conclusioni del PG, in persona del Sostituto Procuratore PERLA LORI, che ha chiesto
l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato, con restituzione degli atti al
Tribunale di Trieste;

RITENUTO IN FATTO

1.

Carlo GRGIC, nella qualità di esponente dell’Unione Borgate Carsiche

— associazione che riunisce quelle dei paesi dell’Altipiano Est del comune di
Trieste — ed appartenente perciò alla minoranza linguiistica slovena, per il
tramite del suo difensore, a tal fine munito di procura speciale, il 27.04.2017 ha
formalizzato impugnazione avverso il provvedimento indicato in epigrafe, con cui
il g.i.p. del Tribunale di Trieste, in accoglimento dell’istanza avanzata dal p.m.

Data Udienza: 21/03/2018

procedente, ha pronunciato decreto di archiviazione, ex art. 409 cod. proc. pen.,
in relazione al procedimento a carico di ignoti per violazione dell’art. 323 cod.
pen., concernente l’avvenuta approvazione del nuovo piano regolatore del
capoluogo giuliano, “senza inserire nelle mappe i nomi delle località anche in
lingua slovena”.
2.

Il legale ricorrente formula due motivi di doglianza:

2.1 con il primo, all’esito di un’ampia premessa in ordine all’evoluzione ed

storicamente insediata nel territorio della Regione autonoma Friuli – Venezia
Giulia, denuncia violazione di legge per avere il p.m., prima, ed il g.i.p., poi,
qualificato il fatto di cui subito infra come mera violazione di un atto generale,
privo di valenza penale, laddove l’avvenuta approvazione del piano regolatore di
cui trattasi, con l’inserimento dei paesi e dei toponimi della parte relativa alla
zona dell’Altipiano Est del comune di Trieste con la sola denominazione italiana e
non anche con quelle in lingua slovena, come previsto dalla legge n. 38/2001,
costituisce atto “discriminatorio nei confronti della minoranza linguistica slovena,
violando la legge 38/2001 negli articoli 8 e 10, con le conseguenze penali di cui
all’art. 23 della medesima legge”;
2.2 con il secondo deduce violazione di legge e vizio di motivazione, per via del
mancato riconoscimento al ricorrente della qualità di persona offesa, con
conseguente mancata effettuazione dell’avviso previsto dall’art. 408 co. 2 cod.
proc. pen., che ha privato il ricorrente medesimo del diritto di proporre
opposizione, così pregiudicando il proprio diritto di difesa, avendo appreso
dell’esito della propria iniziale denuncia solo in coincidenza con il conseguimento
“della copia degli atti, avvenuta in data 13.04.2017”.
3.

Il P.G. in sede ha depositato requisitoria scritta con cui, stante la violazione

dell’iter procedurale di legge e quindi indipendentemente dall’effettiva
ravvisabilità di un fatto penalmente rilevante, ha chiesto annullarsi il decreto
impugnato e trasmettersi gli atti al Tribunale di Trieste per quanto di
competenza: ciò in ragione della natura plurioffensiva propria del reato di cui
all’art. 323 cod. pen. e, per l’effetto, alla luce dell’interese ad agire riconoscibile
in capo al GRGIC, quale “soggeto esponenziale della struttura associativa,
titolare di situazioni soggettive di natura collettiva, che assume di aver subito un
danno ingiusto direttamente connesso alla presunta violazione di norme e che
rivendica … la qualità di persona offesa in relazione al fatto denunciato …”.

all’ambito della legislazione a tutela della minoranza autoctona di lingua slovena,

CONSIDERATO IN DIRITTO
1.

L’ordinanza va in effetti annullata, in conformità alle condivisibili

argomentazioni svolte dal requirente P.G.
2.

Assume il g.i.p. che i fatti oggetto di denuncia non rivestano valenza

penale, ma siffatta valutazione viene formulata all’esito della iscrizione nel mod.

della persona offesa – all’evidenza posta a base dell’avvio delle indagini sarebbe stato posto in essere in danno della comunità slovena: donde la natura
plurioffensiva del reato anzidetto e la conseguente veste di persona offesa in
capo al ricorrente (cfr., da ultimo, Sez. 6, sent. n. 5746 del 19.01.2016, Rv.
266174), che nel proprio esposto-denuncia del 20.07.2016 risulta aver
esplicitato formale richiesta di avviso in caso di archiviazione.
Poiché nella fattispecie detto avviso non è stato effettuato, benché dovuto
– nonostante l’erroneo convincimento contrario del g.i.p. – ciò inficia la
legittimità del provvedimento, che va pertanto annullato senza rinvio, onde
consentire di avviare l’iter previsto dalla legge, impregiudicata la valutazione che
sarà compiuta dal g.i.p. in ordine alla sussistenza del reato.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio il decreto impugnato e dispone trasmettersi gli atti al
Tribunale di Trieste – ufficio g.i.p. per l’ulteriore corso.
Così deciso in Roma, il 21 marzo 2018
Il Consigl .

rer-e’s t.

Il Pre iq n

44 del reato previsto e punito dall’art. 323 cod. pen. che, nella prospettazione

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