Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17957 del 12/12/2017


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 17957 Anno 2018
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: BINENTI ROBERTO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
AL SHAKH ALFATEH nato il 21/05/1971 a MADANI (SUDAN)

avverso l’ordinanza dei 14/03/2017 del TRIBUNALE SORVEGLIANZA di TORINO
sentita la relazione svolta dal consigliere ROBERTO BINENTI;
lette le conclusioni del PG LUCA TAMPIERI che ha chiesto il rigetto del ricorso.

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1.

Con l’ordinanza in epigrafe il Tribunale di sorveglianza di Torino

respingeva il reclamo proposto da Al Shakh Alfateh (alias Hicham), avverso il
provvedimento di rigetto di istanza di concessione della liberazione anticipata per
il periodo dal 5 settembre 2015 — 5 marzo 2016, valutando negativamente il
rifiuto all’avviamento al lavoro in tale periodo, giacché non risultavano
sussistenti gli impedimenti di salute addotti in ordine alle mansioni proposte.

2. Ha proposto in data 8 maggio 2017 ricorso per cassazione personalmente
il condannato, deducendo di avere sempre accettato qualsiasi lavoro e che nella
circostanza non aveva opposto alcun rifiuto, ma aveva solo chiesto altro lavoro

Data Udienza: 12/12/2017

compatibile con la propria patologia (labirintite) che non gli consentiva di
percorrere le scale ove avrebbero dovuto essere svolte le mansioni indicate.
Successivamente sono pervenuti motivi nuovi a firma del difensore di Al
Shark Alfateh, con i quali si e insistito nel chiedere l’annullamento del
provvedimento, osservandosi, in aggiunta a quanto già dedotto nel ricorso, che
avrebbe dovuto essere considerata la mancanza di rilievi disciplinari, in uno con
la reiterata manifestazione della disponibilità a svolgere in carcere altri lavori.

Ed infatti, tramite esso, ma anche a mezzo dei motivi nuovi, vengono svolti
rilievi che con evidenza non si confrontano con il percorso ragionevolmente
rassegnato a giustificazione del rigetto, laddove è stato spiegato, da un lato, che
alla stregua della documentazione acquisita il detenuto a suo tempo non aveva
accettato il lavoro assumendo solamente di volerne fare un altro, dall’altro che in
considerazione di quanto attestato dalle relazioni sanitarie neppure poteva
ritenersi allora sussistente l’impedimento di salute addotto solo in questa sede.
E’ intervenuto pertanto un apprezzamento riservato al giudice di merito
adeguatamente motivato, da cui è stato tratto il coerente convincimento circa la
mancata partecipazione all’opera rieducativa, come manifestata da ingiustificati
comportamenti razionalmente associati nel periodo in questione all’insensibilità
verso le importanti opportunità valoriali dell’avviamento al lavoro, non potendo
peraltro individuarsi tramite scelte personali le relative mansioni, né ugualmente
evincere detta partecipazione dall’addotta mera assenza di rilievi disciplinari.
Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, tenuto conto dei profili di colpa, della
somma determinata in euro duemila in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro duemila in favore della cassa delle
ammende.
Così deciso il 12 dicembre 2017

Il Consigliere estensore

Il Presidente

Rocierto Binenti

Antonella Patrizia Mazzei

CORTE SUPREMA DI CASSAZ1OEÀv’e4-19.
rima Sezione Penale
Depositata in Cancelleria oggi
2018
Roma,

3. Il ricorso è manifestamente infondato.

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