Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 17841 del 24/01/2018


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 17841 Anno 2018
Presidente: MICCOLI GRAZIA
Relatore: GUARDIANO ALFREDO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
GIORGI CRISTINA nato il 05/10/1966 a PESARO

avverso la sentenza. del 16/12/2014 della CORTE APPELLO di ANCONA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ALFREDO GUARDIANO;

Data Udienza: 24/01/2018

FATTO E DIRITTO

1. Con la sentenza di cui in epigrafe la corte di appello di Ancona
confermava la sentenza con cui il tribunale di Pesaro, in data 24.1.2013,
aveva condannato Giorgi Cristina alla pena ritenuta di giustizia, in
relazione al reato in rubrica ascrittole.
Avverso la sentenza della corte territoriale, di cui chiede

l’annullamento, ha proposto ricorso per cassazione l’imputata,
lamentando violazione di legge e vizio di motivazione, in ordine
all’inadeguata valutazione del compendio probatorio operata dai giudici
di merito ed al mancato riconoscimento della causa di non punibilità di
cui all’art. 131 bis, c.p.
3. Il ricorso va dichiarato inammissibile.
Con esso, infatti, la ricorrente propone una mera rivalutazione del
compendio probatorio, non consentita in questa sede, stante la
preclusione, per il giudice di legittimità, di sovrapporre la propria
valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta nei precedenti
gradi di merito, e considerato che, in tal caso, si demanderebbe alla
Cassazione il compimento di una operazione estranea al giudizio di
legittimità, quale è quella di reinterpretazione degli elementi di prova
valutati dal giudice di merito ai fini della decisione (cfr. ex plurimis,
Cass., sez. VI, 22/01/2014, n. 10289). Quanto all’invocato
riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131 bis, c.p., va
rilevato che esso si fonda su affermazioni assolutamente generiche ed
apodittiche sulla (prospettata) tenuità del fatto, non consentite in questa
sede.
4. Sulla base delle svolte considerazioni il ricorso di cui in premessa va,
dunque, dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente, ai sensi
dell’art. 616, c.p.p., al pagamento delle spese del procedimento e della
somma di euro 2000,00 a favore della cassa delle ammende, tenuto
conto della circostanza che l’evidente inammissibilità dei motivi di
impugnazione, non consente di ritenere quest’ultima immune da colpa

2.

nella determinazione delle evidenziate ragioni di inammissibilità (cfr.
Corte Costituzionale, n. 186 del 13.6.2000).
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro 2000,00 in favore della
cassa delle ammende.

Il Consigliere E ensore

Il Pt7iIeyfre

Così deciso in Roma il 24.1.2018.

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